Registrati | Persa la password?
Sabato 26 settembre 2020, Ss. Cosma e Damiano

Pesca e avifauna

Pesca e avifauna

Ieri, giovedì 12 giugno 2008, siamo stati contattati da un volontario indipendente circa la presenza di una oca in difficoltà nel fiume Entella.
Secondo la segnalazione l’animale sarebbe rimasto impastoiato in filo da pesca che gli avrebbe inibito il movimento.
Due volontari sono scesi in alveo dopo aver individuato con i binocoli l’elemento descritto.
Il palmipede si trovava sulla sponda ovest, quindi si è provveduto a scendere dalla sponda est. Dopo svariati minuti necessari ad immobilizzare l’oca, è stato possibile valutare il suo impedimento in loco.
Con l’ausilio di semplici forbicine molto affilate e arrotondate in punta è stato completamente rimosso il filo di nylon che impediva la normale deambulazione: il filo era attorcigliato più volte intorno ad un’ala, fermato con un importante piombino, il tutto proseguiva sino al becco ove era conficcato un robusto amo. L’amo è stato rimosso a mano.
L’animale, valutato attentamente prima di scegliere la sua liberazione o meno, ha ripreso il proprio cammino come se quasi nulla fosse accaduto.
Crediamo sia superfluo ricordare ai “pesca – sportivi” il divieto di abbandonare in alveo materiale da pesca.
A chiunque obiettasse che sicuramente non c’è stata volontà, sottolineiamo: vorremmo vedere!
Sta a chi pesca accertarsi che tutto il materiale sia ritirato al momento del rientro. Non è un buon motivo: “il filo si è impigliato”, “l’anatra ha beccato l’amo”, “mentre lanciavo il volatile è stato preso perché si trovava sulla linea di tiro”, ecc. Ovviamente chi ne fa le spese sono gli animali. I volontari zoofili che si prestano al salvataggio di quei capi individuati in difficoltà cercano solo di ovviare alle manchevolezze di coloro i quali per colpa, dolo, trascuratezza, indifferenza o altro hanno di fatto arrecato danno agli animali che, in questo caso, sono ospiti di un’oasi avifaunistica.
Il tempismo negli interventi, le spese veterinarie per gli interventi d’urgenza (che sicuramente non possono essere garantiti dal servizio provinciale), la degenza che preveda una non mobilità dell’animale non sono a carico delle associazioni di pesca sportivi bensì a carico delle associazioni animaliste.
Ma la risposta è ben nota: “ma sono solo animali, noi paghiamo per avere il diritto di pescare, agli animali pensateci voi.”


ayusya
Le vostre news

Inserisci commento

Commento anonimo
(La tua email non verrà resa pubblica).



© 2003-2012 Non Solo Tigullio 01782750994 - Il Tigullio dalla @ alla Zeta - Web Design RWD - Leggi il Disclaimer
Chi naviga su questo sito lo fa a proprio rischio e pericolo