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Sabato 22 febbraio 2020, Cattedra di S. Pietro

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NORERO NEL MONDO



Martino Gatto, contadino di Rapallo rude quanto incolto, mai avrebbe immaginato di essere progenitore d’una prole numerosa, che nel giro di otto secoli avrebbe dato vita a chi, curioso dei suoi antenati, lo avrebbe tratto dall’oblio.


La famiglia di Martino, proveniente dalla vicina parrocchia di Monti, si era stabilita fuori del borgo murato intorno all’anno 1150. Nel comune di Borzoli, che parte dalla riva del mare di fronte al castello, non lontano dalla via Aurelia, c’è ancora il luogo che in dialetto era chiamato Noé.


Martino, conosciuto con il soprannome di “Becù”, si sposò con una cugina, Giovanna Rosso, ed ebbe 7 figli.


Col tempo i suoi figli cambiarono il cognome in accordo col luogo in cui vivevano: un settore chiamato Nauletum o Norelletum. Negli scritti antichi la zona ed i suoi abitanti si conoscevano indistintamente come Nauledo, Nauleto, Nauredo, Naureto, Naureo, Noreo, Norea, Noreto, Norero.

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