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Sabato 23 novembre 2019, S.Clemente I,S.Colombano

4 - Montagna terapia



montagna 6 Montagnaterapia! Ogni tanto se ne sente parlare, ma di cosa si tratta esattamente?

E’ una vera e propria metodica clinica che può essere applicata nel campo psicologico psichiatrico, come succede per la musicoterapia e per l’ hyppoterapia.

Cerchiamo di capire in cosa consiste esattamente e quali sono le sue prerogative.

L’ uomo al giorno d’oggi vive immerso nel caos più totale, in un vortice di rumori, luci, relazioni ed input di ogni tipo che si sovrappongono e si confondono. Tale è l’ ambiente in cui ormai siamo costretti a vivere e a lavorare; coinvolti in una continua corsa contro il tempo, inseguendo scadenze lavorative e continue richieste della società.
Sottoposte a questo stress continuo, le persone si sentono spesso inadeguate a rispondere e sono costrette a vivere sull’ orlo di una tensione continua.
Chi riesce a seguire i ritmi imposti, lo fa limitando gli spazi destinati a se stesso, al proprio io e al proprio spirito.

La montagnaterapia diventa dunque una vera e propria necessità dell’ uomo sano, prima ancora di quello malato.
Nasce dall’ esigenza di ritrovare se stessi assaporando quella pace e quella tranquillità che un tempo ci appartenevano.
La totale immersione nei luoghi naturali, nell’ atmosfera magica di posti remoti, lontani dalla ragnatela di stimoli cittadini permette all’ uomo di dimenticare i problemi che lo affliggono.
La vetta, il pascolo, gli animali del bosco ci mettono al riparo da relazioni temute, permettono di fare esperienze nuove e di vivere nuovi affetti.


L’uomo malato può vivere in una dimensione che sembra dimenticata, proprio grazie ad una esperienza di questo tipo.
Camminando fianco a fianco con altre persone, dormendo in un rifugio, condividendo le esperienze, vengono annullate le diversità . E’ proprio da qui che può partire un cammino di riabilitazione.




Le prime esperienze nel campo della montagna terapia risalgono ai primo anni ’90 ad opera dell’ associazione francese Moi-je di Mezières.
In Italia è stata la Fondazione Emilia Bosis ad aprire la strada verso questa forma di riabilitazione inserendo la pratica e la riscoperta della montagna tra le proprie attività.
E’ stata inoltre artefice del progetto Montagna Solidale partito nel 1997. Grazie ad esso pazienti ed operatori hanno potuto raggiungere le montagne del Nepal, la vetta del Monte Rosa e la montagna del Cerro Torre in Patagonia.
L’ esperienza della montagnaterapia è stata infine ripresa a partire da ’97 dalla Asl di Roma in collaborazione con la Comunità terapeutica Montesanto, la quale ha creato al suo interno un vero e proprio gruppo dedito a quest’ attività.





I risultati ottenuti sono stati indubbiamente positivi.
I pazienti coinvolti in simili esperienze, legati in cordata con i propri accompagnatori si rendono conto di essere una parte importante del mondo .
Acquisiscono la coscienza che le proprie azioni possono incidere sulla realtà, possono salvare se stessi e gli altri.
Capiscono che la loro vita non termina all’ interno delle quattro mura in cui spesso si trovano!



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