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Venerdì 10 aprile 2020, S.Terenzio,S.Gemma Galgani

1) Cavi di Lavagna - Ruderi S. Anna - Capenardo



IMMAGINE sestrianna12w[1].jpg]Cavi di Lavagna - Ruderi S. Anna - Capenardo


L’ itinerario parte nel centro di Cavi Vecchio e ci condurà alla scoperta di un piccolo pezzettino di storia ligure.

Una curiosità: il nome CAVI sembra essere la storpiatura del dialetto genovese della parola capo, o principio (di Lavagna).
Secondo altri deriva invece dalla parola “Cave” perchè sembra che proprio qui ci fossero le prime cave di ardesia.

In circa un quarto d’ ora si giunge alla zona detta delle Rocche di Sant’ Anna.

Stiamo camminando sulla cosiddetta “via romana”!!! Già perchè la via “Aurelia” originale non passava lungo la costa sul tracciato della sede viaria attuale. La costruzione della via, ideata dal console Lucio Aurelio Cotta, è stata iniziata nel 241 a.C.
Il percorso tra Cavi e Lavagna passava in collina, inerpicandosi tra le rocche di Sant’Anna. Se guardate in basso potete vedere ancora oggi le grosse lastre di pietra che un tempo la ricoprivano.

Ma eccoci alle Rocche di San’Anna e alla Chiesetta che da esse prende il nome.

Un panorama spettacolare! Possiamo vedere la penisola di Sestri Levante ad oriente, e spaziare con lo sguardo fino al porto di Lavagna e di Chiavari ad occidente.
Ma tuffiamoci nelle leggende che avvolgono questo posto incantato.

Siamo nel lontano 1300 quando un cavaliere proveniente dalla Provenza sta galoppando sul suo cavallo nei pressi delle Rocche. Ammaliato dal panorama, non si accorge di uno scarto da parte dell’ animale.....è bastato un attimo e la caduta diventa inevitabile. Il cavaliere è in fin di vita! Solo l’intercessione di S. Anna a cui si rivolge con le sue preghiere riuscirà a salvarlo.
La chiesetta di S. Anna stra proprio qui, a testimoniare il riconoscimento del cavaliere per la Santa che lo ha salvato.

Ma le leggende non finiscono qui!
Un salto nella fantasia popolare ci mostra una fanciulla di nome Anna, figlia primogenita di un conte di Lavagna. La vediamo galoppare come un turbine sulla via romana, tra prati fioriti sull’ orlo del precipizio.
Sotto il mare in burrasca, come la pena che ha nel cuore. Pensa al suo amato che è lontano, in guerra. In alcuni momenti le sembra di vederlo vittorioso, ma in altri lo immagina sul punto di morte, stanco e sanguinante che la chiama per l’ ultimo bacio. Ogni giorno Anna torna alle Rocche per scrutare il mare, nella speranza di vedere una vela lontana con a bordo l’ amato. Passa il tempo e l’ amante non torna, finchè una sera sotto il fragore del mare infuriato, sotto il fischio sibilante del vento, Anna si lascia andare nelle braccia amore.....incontrando la morte presso le Rocche di S. Anna.
Anni dopo.....ecoo il giovane eroe tornare.......ecco speranzoso presso le rocche. Una lacrima silenziosa scende sul suo viso quando si trova solo, difronte ad una fredda pietra e ad una croce.
Proprio da quella pietra nascerà la chiesetta di S. Anna, a ricordare le pene di una fanciulla innamorata.


Con l’animo ancora rattristato proseguiamo il cammino.


regata



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