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Estetista Chiavari
Martedì 29 luglio 2014, S. Marta
FEDERVITA LIGURIA
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50 La Regione Liguria difende solo la legge , non la vita. (di Eraldo Ciangherotti)


Un Assessore alla Sanità, tutto d'un pezzo, il comunista Claudio Montaldo, unico proprio come la Livia Turco nella passata Legislatura. C'è solo da augurarsi che, come per la Livia Turco, così finisca pure per tutti coloro che, in nome delle vecchie ideologie, trattano l'argomento "vita" proprio come trent'anni fa, ignoranti delle moderne evidenze scientifiche e incapaci, proprio perchè non liberi, di programmare un serio impegno per la tutela sociale della maternità e la difesa della donna in gravidanza. L'esito della votazione di ieri 3 Giugno 2008 in Consiglio della Regione Liguria, in merito all'argomento della legge 194/78, ci insegna molto della politica: sulle questioni "tecniche" di mera amministrazione economica si litiga ma poi alla fine della favola ci si accorda, sempre nell'interesse di tutti e di ciascuno, soprattutto degli "addetti ai lavori", mentre sulle questioni etiche no. Li allora deve prevalere la fedeltà all'ideologia, la cocciuta e oramai scaduta idea di autodeterminazione, alla quale neppure la donna crede più, e che diventa l'escamotage delle Istituzioni per non investire neppure un quattrino nel disagio che una donna potrebbe provare di fronte ad una maternità imprevista o difficile. Circa il valore assoluto e imprescindibile della vita poi i cattolici di sinistra, come Michele Boffa e Claudio Gustavino, in queste circostanze sono testimoni di compromessi "antievangelici" grossi come una casa, deludendo concretamente ogni aspettativa di doverosa e imprescindibile coerenza con i valori della fede professata. Hanno fatto eccezione Roberta Gasco, Fabio Broglia e Luigi Patrone, che in questa occasione ringraziamo per avere avuto il coraggio di dire di no a questa partita di valori al ribasso. Solo un appunto, un memo che lasciamo alla buona volontà di qualche paladino "prolife" mimetizzato nella Regione Liguria. Mentre l'Assessore Claudio Montaldo sostiene che l'informazione e l'educazione alla contraccezione sono gli unici strumenti per un rilancio dei servizi offerti dai Consultori delle Asl liguri e insieme anche assicurando personale impegno in nuove assunzioni, qualcuno voglia spiegargli che i distributori di preservativi e quant'altro in pillole anticoncezionali e spirali sono oramai alla portata di tutti in ogni luogo pubblico già da parecchi anni e, ciò nonostante, non si riesce ad arginare la triste piaga dell'aborto. Qualcuno inoltre spieghi all'Assessore della Sanità, con pazienza, e se necessario anche con qualche ulteriore ripetizione opportuna in merito, che l'unica strada per favorire una maternità e una paternità responsabile restano prima di tutto una autentica educazione alla affettività e alla sessualità su solida base antropologica prima ancora che semplicemente tecnica e scientifica, e poi la conoscenza degli aspetti etici e psico-sociali della fertilità, della regolazione della fertilità e della funzione del proprio corpo. Più contraccezione e più consultori pubblici non fanno meno aborti, il teorema non può funzionare! L'Assessore ligure alla Sanità dice inoltre che la legge 194/78 ha eliminato la piaga degli aborti clandestini con una progressiva diminuzione delle interruzioni volontarie di gravidanze, senza ricordarsi però del tragico suicidio del ginecologo genovese che appena qualche mese fa ha riportato alla luce il triste fenomeno degli aborti clandestini, ancora diffuso e sviluppato. Infine, almeno per par condicio, oltre a preoccuparsi di garantire maggiore appropriatezza della diagnosi prenatale e magari di favorire l'uso della pillola abortiva Ru486, anche nelle scuole medie inferiori, incurante delle 16 donne già morte per effetti collaterali oltre ad altrettanti bambini, l'Assessore almeno dovrebbe impegnarsi maggiormente nel tutelare con più efficacia la maternità disagiata: ci vuole poco a fare qualcosa di più, rispetto al nulla fatto fino ad oggi. Perchè Claudio Montaldo deve tener presente che in Liguria le richieste di aiuto e di sostegno alla maternità, grazie anche al suo impegno, il più delle volte sono sistemate con un bel certificato di aborto, talvolta rilasciato ad una donna dai Consultori genovesi senza una gravidanza in corso, e dimentichiamoci tutti della sindrome post-abortiva: tanto poi è solo la donna ad esserne colpita.

Dott. Eraldo Ciangherotti
Vicepresidente Federvita Liguria
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Genova

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