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Mercoledì 19 dicembre 2018, B. Urbano V

Eventi del 13 9 2015


Domenica 13 settembre 2015
Festa di san Camillo
Lumarzo
Da venerdì 11 a martedì 15 settembre a Lumarzo la festa di San Camillo con stand gastronomici e serate danzanti: venerdì 11 concerto dei Buio Pesto e stand dalle 19, sabato 12 stand dalle 19 con orchestra Massimo della Bianca, domenica 13 ochestra Serena e stand dalle 19. Lunedì 14 la festa religiosa: alle ore 14 la gara di bocce, alle 15.30 l'apertura degli stand delle frittelle e alle 19.30 della focacceria e gastronopmia, alle 20 processione con i "Cristi" e al termine distribuzione di torte e bevande sul sagrato chiesa. Martedì 15 stand alle 12 e alle 19, orchestra Katia e Giorgio.
Sagra dei totani e dell'arrosto di porchetta
Cogorno
Da venerdì 11 a domenica 13 settembre a San Salvatore di Cogorno la Sagra dei totani fritti e arrosto di porchetta in zona Croce Rossa: dalle ore 19 stand gastronomici, ore 21 danze con: 11 "Davide Aramini", 12 "Dove c'è musica", 13 "Parpaiola".
Fiera dei Perdoni e Perdonetti
Cogorno
Mostra mercato dei prodotti agricoli e merci varie per tutto il giorno. Al mattino, alle ore 11.30, rievocazione fliscana dell'Annuncio della Grida.
Processione e fuochi
Lavagna
Feste di settembre - alle 20 processione, alle 22 circa spettacolo pirotecnico sul ponte della Maddalena. Ricca pesca di beneficenza nei locali parrocchiali.
Festa della Madonna di Loreto
Ne
Alle ore 17 messa e processione
Pedalata in libertà
Rapallo
dalle ore 10, Pedalata in libertà a Rapallo, con punto di incontro in Piazza Garibaldi.
Festival della Comunicazione
Camogli
Festival della Comunicazione
Dal 10 al 13 settembre a Camogli la seconda edizione del Festival della Comunicazione: www.festivaldellacomunicazione.it
Raduno dei Rapallin
Rapallo
Settima edizione del Raduno dei Rapallin da venerdì 11 a domenica 13 settembre. Venerdì 11 alle ore 9,30 nella Basilica dei SS Gervasio e Protasio, S. Messa in suffragio dei Soci Defunti, celebrata da don Emilio Arata. Alle ore 16, nel Salone del Consiglio Comunale, conferenza della dottoressa Barbara Bernabò,su: "L'età della Controriforma: la missione di padre Paolo Segneri a Rapallo nel 1688". Alle ore 21, nella la Basilica dei S.S. Gervasio e Protasio di Rapallo, concerto di organo con soprano. Organista: Fabio Macera, Soprano Patrizia Bozzo. Sabato 12 alle 9 nel Salone del Consiglio Comunale, conferenza diGiorgio "Getto" Viarengo, intitolata: "Era una notte che pioveva"Soldati del Tigullio nella Gande Guerra, i161 caduti di Rapallo. Alle 18 nella Basilica dei SS. Gervasio e Protasio, messa presieduta da mons. Martino Canessa Vescovo Emerito di Tortona e cerimonia del conferimento del "Rapallino d'Oro". Alle 19 in piazza Canessa concerto della Banda "Città di Rapallo". Domenica 13 ore 8,30 pellegrinaggio (facoltativo) al Santuario di Montallegro con la Confraternita dell' Oratorio dei Bianchi. Alle ore 13: pranzo dei Rapallin presso il ristorante Nettuno.
Escursione Geo-Meteo a PratoSopralacroce
Val Penna, Prato Sopralacroce
ESCURSIONE GEOLOGICA E METEOROLOGICA A PRATO SOPRALACROCE: TRA STORIA E SCIENZA NELLA VAL PENNA ACCESSI STRADALI: PER CHI PROVIENE DALLA COSTA: Da Genova si prende l’autostrada A12 in direzione Livorno, uscendo a Chiavari o a Lavagna e da qui immettendosi sulla statale 225. Arrivati a Carasco si seguono le indicazioni per il Passo del Bocco e, a Borgonovo, ci si inserisce sulla SS 586. Raggiunta Borzonasca proprio prima della prima chiesa e dell'unico ponte in paese, si lascia la provinciale e svoltate a destra per Sopralacroce. Sopralacroce è un piccolo paese dell'entroterra ligure che si trova all'ombra del monte Aiona e del Monte Agugiaia. PER CHI ARRIVA DA: Val Petronio, Val di Vara, Piacenza, Bedonia, Borgotaro, Parma, può raggiungerci anche dal Passo del Bocco percorrendo le antiche strade della nostra Liguria. Appena giunti al Passo del Bocco, passate appena il Rifugio Devoto in direzione Mezzanego e troverete sulla destra l’inizio della S.P. 49 di Sopralacroce, a 10 km arrivate nel paese. COORDINATE GEOGRAFICHE: 44°26′57.15″N - 9°25′27.95″E QUOTA: 562m s.l.m. ORE 8.30 – RITROVO PRESSO PIAZZA CENTRALE DEL PAESE ADIACENTE AL MONUMENTO AI CADUTI E ALL’OSTERIA “LA GREPPIA” DI PRATO SOPRALACROCE VI E’ IL PARGHEGGIO GRATUITO SITUATO PRESSO L’AREA DEL CAMPO SPORTIVO E SAGRE, A 20 METRI DAL LUOGO DEL PUNTO DI RITROVO ORE 08:45 – PARTENZA ESCURSIONE ORE 16.30 CIRCA – ARRIVO PREVISTO PRESSO IL PUNTO DI PARTENZA PERCORSO DI CIRCA 10 KM INTERAMENTE SU SENTIERO DELLA RETE DEL PARCO NATURALE REGIONALE DELL’AVETO – DIFFICOLTA’ MEDIO-FACILE. LA PREVALENZA DEL PERCORSO SI SNODA ALL’INTERNO DEL BOSCO E DUNQUE RISULTA GRADEVOLE E FRESCO. DURANTE L’ESCURSIONE VERRANNO SVOLTE DIVERSE SOSTE DIVULGATIVE DEGLI ASPETTI GEOLOGICI, GEOMORFOLOGICI, METEOROLOGICI, STORICI-CULTURALI DELL’AREA. DESCRIZIONE PERCORSO: si lascia l’auto presso il campo sportivo del paese oppure nei posteggi regolarmente presenti nel paese. Il punto di ritrovo è la piazza dove è situato il monumento ai caduti. Alle ore 08:45 inizia l’escursione e si comincerà con illustrare la storia del Paese e il rapporto tra il fondatore dell’Osservatorio Raffaelli e la località. Andremo a visitare la Chiesa, per poi iniziare a percorrere la strada SP49 in direzione Vallepiana. Giunti a questa frazione (590m s.l.m.), sulla nostra destra iniziamo a percorrere il sentiero comunale, visitando prima la Chiesa con un tradizionale campanile a “vela” che la troviamo scendendo alla nostra sinistra. Successivamente percorriamo l’antica mulattiera di collegamento tra Prato Sopralacroce e Borzonasca, che collegava i seguenti paesi (in ordine da Borzonasca): BORZONASCA – BORZONE – ZOLEZZI – ROVINE S. Martino di LICIORNO - VALLEPIANA e PRATO SOPRALACROCE. IL SEGNAVIA DEL SENTIERO È: 2 LINEE VERTICALI ROSSE Lungo il tracciato possiamo vedere affioramenti del ciottolato che costituiva la base del sentiero e i muri a secco di contenimento delle fasce, degli argini dei corsi d’acqua e di mitigazione all’erosione delle stesse acque. Addentrandosi nel bosco, improvvisamente noteremo i ruderi della Chiesa di S. Martino di Licciorno (Sec. XI: prima chiesa parrocchiale di Sopralacroce, di origine romanica ed ampliata in età barocca, di cui rimangono il campanile e i resti delle mura perimetrali). Proseguendo il nostro percorso, passeremo lungo la condotta irrigua che porta l’acqua alla località di Borzone. Arriveremo alla frazione di Zolezzi, dove sosteremo presso la vasca dei tritoni e la fontanella per poi sostare presso la Chiesa di N.S. Madonna della Neve. Da questo punto, tempo meteorologico permettendo, avremmo un’ampia veduta sulla vallata del Penna. Riprendiamo il cammino e proseguiamo una volta passato l’abitato di Zolezzi, per andare a vedere il Volto Megalitico con impressa l’immagine di Gesù, identificata da studiosi come similare alla Sacra Sindone presente a Torino. Rientriamo sullo stesso percorso dell’andata, facendo soltanto una piccola deviazione dopo il paese di Zolezzi, per andare a vedere il “Beudo”, l’antico canale irriguo e il ponte romano adiacente. COSE DA VEDERE LUNGO IL PERCORSO: TESTE APOTROPAICHE: Attraversando le borgate, sono visibili alcune teste apotropaiche e altri bei dettagli dell'antica architettura locale in pietra. Questi antichi volti scolpiti nella pietra che servivano, probabilmente, ad allontanare gli spiriti maligni (dal greco apotròpaios: “che tiene lontano”), venivano posti sull’uscio, all’esterno o all’interno delle abitazioni o anche a protezione delle fonti. Un esempio di testa apotropaica si può vedere a Borzone, nei pressi della Trattoria Peirano, anche se non più nella sua locazione originaria. Altre se ne possono scoprire lungo i sentieri e i borghi intorno all’Abbazia (Case Bancora, Zolezzi, Gaggi…), così come in alcune altre frazioni del circondario. L’area di Borzonasca è infatti caratterizzata da una particolare concentrazione di queste “teste” che ritroviamo, in misura minore, anche nella vicina Val Fontanabuona, in Val di Vara e in altre località della provincia di La Spezia, nonché in alcune valli alpine (Val Varaita, Val di Chianale, Val Grana, Val di Ussolo, Val Maira). CHIESA DI SAN MARTINO DI LICCIORNO: poco distante dal Volto Megalitico di Borzone, addentrandosi nel bosco, è possibile raggiungere i ruderi della Chiesa, risalente all’XI secolo fu la prima chiesa parrocchiale di Sopralacroce, di origine romanica e ampliata in età barocca, di cui rimangono il campanile e i resti delle mura perimetrali. BEUDO: nelle vicinanze dell’incrocio tra due sentieri che percorrono la vallata, Borzonasca-Borzone-Vallepiana e Prato Sopralacroce- Chiesa di S. Martino di Licciorno, è possibile osservare un tratto molto suggestivo di “beo” o “beudo”, canali d’irrigazione molto diffusi sul territorio del Comune di Borzonasca fin dal XVIII sec., che rappresentano una vera e propria opera di ingegneria idraulico-agraria, meno nota dei famosi terrazzamenti ma di altrettanto valore. L’acqua, captata dal rio principale, scorre in canali che si sviluppano lungo le curve di livello, sfruttando la minima pendenza. Pare che anche quest’opera derivi dalle azioni di innovazione agricola dei monaci di Borzone. E’ tuttora utilizzato dai contadini locali, sempre seguendo regole e turni precisi, ma purtroppo la diminuzione degli agricoltori e gli alti costi manutenzione, fanno sì che i canali vengano sostituiti a poco a poco da più gestibili tubi interrati. VOLTO MEGALITICO: poco distante dall’Abbazia di Borzone, lungo la strada per Zolezzi, si trova una scultura rupestre paleolitica, chiamata Volto di Cristo, che raffigura un volto umano che misura circa 7 metri di altezza e 4 metri di larghezza. Non sono ancora chiare datazione e provenienza degli autori, la sua origine è tuttora sconosciuta: fenomeno naturale oppure prodotto di un’arte preistorica o, come vuole la tradizione popolare, opera dei monaci dell’Abbazia di Borzone. Resta tuttavia la suggestione di un manufatto che sembra vigilare sulla vallata secondaria del Penna e sulle antiche vie di comunicazione che collegavano il Tigullio alla Pianura Padana. L’Associazione di Promozione Sociale Osservatorio Meteorologico, Agrario,Geologico Prof. Don Gian Carlo Raffaeli declina ogni responsabilità per danni causati dai partecipanti a se stessi, a terzi e al patrimonio pubblico. I partecipanti dovranno essere muniti di abbigliamento consono all’attività escursionistica e soprattutto a quota superiori a 1000metri slm (scarponcini, impermeabile, ricambio magliette, è CONSIGLIATO vestirsi a “cipolla” ect.). Inoltre si invita a partecipare solo persone che non abbiamo problemi motori, cardiovascolari, respiratori o che siano stati oggetto di recenti operazioni ortopediche. Per qualsiasi ulteriore informazione, si prega di darla al momento dell’iscrizione. PORTARSI PRANZO AL SACCO PER TUTTI, E ACQUA SUFFICIENTE PER OGNI PARTECIPANTE QUOTA DI PARTECIPAZIONE 10,00 Euro comprensiva di: depliant informativo sull’escursione, della spiegazione da parte della nostra geologa dell’Osservatorio Clara Manzamilla e da parte del Direttore dell’Osservatorio Claudio Monteverde, di un gadget ricordo dell’escursione e per tutti vi sarà a conclusione del percorso una coppa di gelato e macedonia presso l’Osteria “La Greppia” di Prato Sopralacroce. SONO PREVISTE FORTI SCONTI ED AGEVOLAZIONI PER GRUPPI E GIOVANI: Più è numerosa la comutiva, più amentano gli sconti ed agevolazioni ! - Sconti a partire da comitive di cinque persone; - RagazzI sotto i 16 anni gratis; - SOCIO OSSERVATORIO RAFFAELLI GRATIS (con possibilità di portare e far partecipare, un’ospite gratis e la propria famiglia). POSSIBILITÀ DI PORTARE ANCHE IL VOSTRO AMICO A QUATTRO ZAMPE ! Il contributo in donazione riguarda un importo minimo previsto, oltre a coprire le spese dell’organizzazione dell’escursione, è destinato alla realizzazione di progetti didattici presso le scuole di ogni ordine e grado del territorio e a potenziare la rete meteorologica ed idrometrica dell’Osservatorio Raffaelli. In caso di maltempo l’escursione potrà essere rinviata alla domenica successiva o il percorso potrà essere modificato.
La Sagra dei Battolli
Uscio
La Sagra dei Battolli
Domenica 13 Settembre 2015 ad Uscio (Ge), dalle 12.30 presso il campo sportivo, la locale Pro Loco, presieduta dall'infaticabile Bruna Terrile organizzerà, con il patrocinio del Comune di Uscio, l’ormai tradizionale Sagra dei Battolli. La manifestazione è inserita nell'ambito dell'evento "Uscio, gh'ea 'na votta in paise : i giovani di ieri incontrano quelli di oggi". Sarà questa la giornata nella quale si potranno gustare i "battolli di Uscio" conditi col pesto. Trattasi di una pasta fatta in casa nella quale alla normale farina bianca viene aggiunta la farina di castagne, un tempo alimento principale di queste zone. Stands gastronomici aperti alle 12.30. Non mancheranno, inoltre, i “Maronsini”, pasticcini secchi tipicidi Uscio recentemente riscoperti dai buongustai. Alle 15 in piazza della Resistenza verrà consegnato anche il premio "Edera d'oro” alla persona più anziana del paese e saranno proprio i più giovani a farlo: in quest’occasione i ragazzi si premureranno anche di fare una ricerca sugli avvenimenti, usi e costumi relativi all'anno di nascita della persona premiata. Inoltre, come ormai da qualche anno, sarà consegnato anche il premio "Cicogna d'oro" all'ultimo nato, «in modo da rendere ancora più evidente il passaggio del testimone tra generazioni e preservare così il patrimonio di tradizioni e cultura», sottolinea Bruna Terrile. La manifestazione di quest’anno è finalizzata ad aiutare la Croce Rossa. Per ulteriori informazioni contattare: Pro Loco Uscio telefono 0185-91101, mail prolocouscio@libero.it o consultare il sitowww.prolocouscio.it I BATTOLLI DI USCIO I "battolli" sono uno dei più antichi piatti della tradizione uscense. Per comprendere chiaramente il perché e la storia della nascita dei battolli, bisogna conoscere il territorio dove gli stessi si consumano. Il territorio di Uscio è prettamente collinare e coltivato nei secoli scorsi a grano, granoturco e "nauin", rapa bianca originariamente utilizzata per l'alimentazione del bestiame. Altra risorsa tipica del passato erano le castagne. Questi elementi erano la ricchezza essenziale del paese. Le famiglie trasformavano il grano in farina bianca da utilizzare per il pane e la pasta, macinavano le castagne essicate producevano la farina di castagna, destinata ad integrare l'uso della farina di grano. Le massaie, con l'impasto delle due farine, producevano la "pasta matta" che era la base principale di quasi tutti i piatti locali (trofie, focaccia, picagge, battolli). Per esaltare il sapore della pasta, rigorosamente condita col pesto, venivano conditi insieme i "nauin" e si dava così origine ad un piatto dal sapore veramente speciale.
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