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Sabato 15 dicembre 2018, S. Paola di Rosa

Eventi del 03 5 2007


Giovedì 3 maggio 2007
L'importanza di essere Ernesto
Chiavari
L'importanza di essere Ernesto
Con questo divertente, e bellissimo testo di Oscar Wilde, che debutterà nella stagione teatrale 2007, nasce ufficialmente la Compagnia Teatrale del Liceo "Da Vigo". Essa si propone di radunare tutti gli attori che escono dai corsi biennali promossi dalla scuola, e circuitare i propri spettacoli in diversi teatri, concorsi e manifestazioni. LA TRAMA Algernon e Jack sono due amici di vecchia data. Il primo abita in città ed il secondo in campagna, ma sovente si incontrano. Entrambi, infatti, vivono una "vita segreta": Algernon finge di avere un vecchio amico malato di nome Bunbury in campagna, mentre Jack finge di avere un fratello scapestrato di nome Ernest in città. Questo espediente permette loro di assentarsi dalle rispettive case e famiglie quando meglio credono. Jack ama Gwendolen Fairfax, cugina di Algernon, e vorrebbe sposarla. La donna ricambia il sentimento, ma nasce un problema: Gwendolen è convinta che l'uomo che ama si chiami Ernest, inoltre la madre di Gwendolen è molto scioccata dal fatto che Jack sia orfano e pone un divieto al fidanzamento. Jack, infatti, si fa chiamare Ernest quando arriva in città con la scusa di visitare il suo fantomatico fratello. Avrà il coraggio di svelare alla donna amata la verità? La storia si complica quando, con un sotterfugio, Algernon si presenta alla casa di campagna di Jack, e si spaccia per Ernest, il fratello scapestrato di questi. Conosce e si innamora di Cecily Cardew, la pupilla di Jack, la quale quindi è convinta di amare un uomo di nome Ernest. Nessuno dei due uomini è veramente "Earnest" (onesto), né "Ernest" (in inglese le due parole si pronunciano allo stesso modo), ma forse stavolta vorranno diventarlo. Con questo testo, Oscar Wilde dà il meglio di sè nella ricchezza del linguaggio, sfoggiando una vena ironica che fotografa alla sua maniera (cinica e spietata) la Londra snob, nobile e fannullona dell'epoca. La commedia non è sicuramente il massimo della dinamicità scenica, ma per gli attori rappresenta una bella prova di dizione e ampollosità, nel rappresentare questi personaggi che abbiamo scelto di posizionare negli Anni '20, con una sontuosa colonna sonora Jazz. NOTA IMPORTANTE L'edizione italiana della commedia di Wilde ha un serio problema di traduzione. Il titolo originale, infatti, usa un gioco di parole fra l'aggettivo "earnest" (serio, affidabile od onesto) ed il nome proprio "Ernest" che in inglese hanno la stessa pronuncia. Si è scelto di mantenere il nome Ernest cambiando il verbo, che in italiano assume così il doppio significato ("essere" come chiamarsi o come, appunto, essere onesto)
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