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Lunedì 9 dicembre 2019, S. Siro

MOTOSAMY



Volevamo raccontarvi del primo motogiro del TImo.

Sì, perchè il nostro fratellino si è preso la moto. Una Ducati, che forse per fare tanta strada di montagna non è che sia proprio l'ideale, ma questa è una mia personale e contestabile opinione.

Che facciamo, contestiamo? Dai, sì....

Comunque, mancava solo lui all'appello. Avevamo organizzato un giro eccezionale per lui. Tre giorni su misura, un ricamo stradale che aspettava solo di essere percorso. Strade facili, larghe, morbide, svizzere. Il top, per prenderci gusto. Interrotte ogni tanto e repentinamente da qualche curva, tipo lo Stelvio, ma salendo dalla parte del Resia, che gli strapiombi sono ben più vicini. Così, perchè a noi ci piace fare le cose fatte bene.

E scusate se è poco...



Partendo da Milano, saremmo saliti per il lago di Como, sponda Lecco.

Facciamo la gente imparata: ramo che volge a mezzogiorno.

Salire fino a Chiavenna, per poi affrontare la Svizzera e il Passo del Maloja. Attraversare tutta l'Engadina, in un tripudio di strade morbide e larghe, sconfinare in Austria e per pochi metri dormire in terra straniera.



Il secondo giorno era il top della personalizzazione: passo Resia appena partiti e poi a Glorenza su, sullo Stelvio. Per scendere in direzione Bormio, passo del Foscagno, Livigno. La tappa a Livigno rappresentava una specie di battesimo, la tappa per eccellenza dei nostri giri 'da quelle parti'. Anche perchè poi avevamo studiato il giro corto per arrivare presto in albergo e rilassarci in una spa.

Siamo furbi, noialtri. Peccato che poi fosse a pagamento, la spa.

Un progetto che sapeva tanto di riassunto dei nostri giri precendenti, per noi era come un 'rimettere in pari' il nostro fratellino un pò ritardatario...

Era un po' come l'esame di riparazione a settembre...



Il terzo giorno era quello del rientro a casa, anche qui pensato per affrontare nuove strade: passo Forcola, di nuovo in Svizzera e poi giù verso Tirano, Edolo, non prima di aver fatto il passo Aprica, che Dio lo benedica. Il lago d'Iseo era l'ultimo paesaggio degno di tale nome, prima del rientro rapido in autostrada, chi verso Milano, chi verso Genova, chi verso Mantova.



Insomma, eravamo pronti ad emozionarvi e raccontarvi del primo motogiro del TImo.

Rullo di tamburi......

E INVECE VI PARLIAMO DI SAMANTA.

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Lei non ha la moto, in gergo motociclistico è la 'zavorrina' del Cox. Ed il primo giro propedeutico era un normalissimo giro intorno al lago di Garda. Ora invece, forte della sua nuova giacca e del suo casco colorato, ha affrontato le montagne, un giro tra monti veronesi e vicentini. E anche se la destinazione era una grigliata a casa del fratello del Cox, il primo 'passo' degno di nota è stato prontamente immortalato...

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La cosa le è piaciuta. E quindi si è aggregata al motogiro 2012. Si è affidata all'esperienza di Andre, Rugi, Cox... gente che sa cosa significa un motogiro, sempre consapevole della strada da prendere... Ormai questa cosa delle tre direzioni diverse è un classico. Peccato che il TImo non c'era, mancava qualcuno che indicasse verso il basso...

...e senza mani. Lascia fare...

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La 'zavorrina', invece di annoiarsi a fare da passeggera, s'è divertita un sacco gustandosi appieno tutti i paesaggi che, dal lago di Como in poi, le sono capitati davanti al casco. Anche noi guidatori ci abbiamo messo comunque del nostro: la sosta rinfresco, che poi è diventato un pranzo...

BRUNCH!

...al bar sotto la cascata a Chiavenna è stata una gran bella scelta. Il fresco poi che c'era lì era una cosa veramente piacevole...

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A parte il passo del Maloja, dove i tornanti stretti hanno fatto un pò preccupare la nostra passeggera, le strade svizzere si sono rivelate, come già sapevamo, perfettamente adatte per percorrere chilometri in tutta scioltezza.

Escludendo, magari, i lavori in corso. L'anima de li mejo mortacci elvetici...

Abbiamo percorso tutta la bassa Engadina, senza nessuna fretta: Andre filmava con la sua telecamera da casco, Rugi invece ne ha approfittato dichiarando fin da subito che lui voleva tirare un pò. Liberi tutti dunque, ciascuno con la sua andatura, in assoluta tranquillità. E poi ogni tanto la solita sosta raccattapalle (Samanta potrà chiamarla come meglio riterrà opportuno!) correlata da qualche foto.

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La sosta in un hotel austriaco ha aggiunto il bonus alla giornata: relax in sauna finlandese. L'hotel che si trova a pochi metri dal confine italiano. In pratica, ci siamo addormentati con la testa in Austria ed i piedi in Italia.



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Il giorno seguente c'era lo Stelvio. Ora, se il Cox ha preso la patente per la moto a gennaio e ad agosto viaggiava verso Caponord, mi sembra assolutamente coerente che Samanta a maggio faccia il Passo delle Fugazze e a giugno affronti lo Stelvio.

Niente da obiettare. Effettivamente è coerente.

Ma giusto per rendere le cose ancora più complicate, abbiamo deciso di salire dalla parte più difficile. Ma giusto per rendere le cose... era il giorno del trattore-raduno in cima allo Stelvio. In pratica, tutta la salita in corsia di sorpasso per superare dei fumosissimi trattori giunti da ogni parte d'Europa.

Simpatici, però, dai...

Gran bello spettacolo, niente da dire. Magari ancora più bello quando non ci siamo noi in moto che stiamo salendo. Però, siccome noi italiani facciamo le cose per bene, dall'altra parte dello Stelvio saliva un tour ciclistico. C'era talmente tanta gente in cima che sembrava un concerto del Liga. Un pò delusi, un pò stanchi, un pò incazzati (soprattutto il Cox, stranamente), ci siamo solo concessi il tempo per la foto di rito...

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La discesa è stata molto più calma e valida, anche da un punto di vista paesaggistico. Destinazione Livigno, via Passo del Foscagno, per arrivare affamati e fermarsi nella birreria che produce l'unica birra orginal della zona. Solita strage di carnazza, impreziosita da varie birre di ottimi gusti, per concludere con il tiramisù alla birra. Sazi (e mai domi), abbiamo posato la roba in albergo per poi tornare a fare due passi in centro. Ci stava un aperitivo. E così sia.

Vuoi non berti una birretta fresca verso le sei del pomeriggio??...

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E così venne l'ultimo giorno. Samanta era soddisfattissima del viaggio, dei paesaggi che stava vedendo, dell'esperienza in generale. La discesa per il Passo Forcola, mai percorso prima da nessuno di noi, si è rivelata decisamente valida.

MA 'STOCAZZO. IO E RUGGI L'ABBIAMO FATTO UN MUCCHIO DI VOLTE!!

Bello anche vedere il treno rosso del Bernina e le sue rotaie in mezzo alla strada. Della serie: io sono il treno e non mi sposto. E neanche mi fermo. Vedi tu.

Nota per il lettore: in mezzo alla strada significa proprio IN MEZZO ALLA STRADA, nella normale corsia di marcia, non trasversalmente.

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Ultime discese, ultime curve. E anche ultime imprecazioni, perchè incontrare un'altra gara ciclistica sul (già brutto) Passo Aprica ha fatto saltare un pò il sorriso a qualcuno. Poco importa, da lì in poi la strada scendeva, il caldo aumentava, l'afa non ne parliamo. L'ultima sosta fu il pranzo, sul Lago d'Iseo. E meno male che la cameriera ci ha messo in un punto in cui l'aria faceva un pò di corrente, altrimenti c'era da soffrire anche mangiando.

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Credo che l'ultimo pezzo, da 'separati', sia stato drammatico: Cox e Samanta verso Mantova, Andre e Rugi verso Genova. Non tanto perchè il motogiro era finito, quanto per il caldo, forte, intenso, assassino. Ma almeno stavolta non è piovuto.

E qui il genio si manifesta. Arrivati a Piacenza ho salutato Ruggi e l'autostrada e, già che di curve se n'erano fatto poche, mi sono infilato in Val Trebbia. Altra storia...



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E' stato il primo giro serio di Samanta e ci fa piacere ci sia stata anche lei, ma tutto era partito che volevamo raccontarvi del motogiro del TImo. Una serie di sfortunate coincidenze l'hanno costretto a casa, povero fratellino, e non è stata di certo colpa sua. MA CI SEI MANCATO!! Riusciremo l'anno prossimo??...



Zoomata sull'occhio sbarrato con fare enigmatico... fermo così... ok, buona. La teniamo.

Scritto da Cox, commenti di Andre.



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