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Mercoledė 17 luglio 2019, S. Alessio

VUALA'



Questa storia avrei dovuto scriverla mesi fa.

Il problema č che non avevo tempo, non avevo voglia, c'avevo da fa'. Non mi ricordo la storia ora, mi č un po' difficile. Quindi faccio come si faceva qualche anno fa: faccio scorrere le foto a mo' di diapositive e trovo ispirazione per qualche riga e qualche commento.

Fai un bel respiro e vai verso la luce in fondo al tunnel…
scritto da Cox
commenti a sproposito di Andre



La premessa č sempre lo spostamento di uno di noi... quest'anno č toccata a me: da Mantova a Genova, la destinazione era la Francia, paese chiaramente incivile ma Andre aveva un concerto da quelle parti e vuālā, abbiamo dovuto fare di necessitā virtų.

In realtā era in Piemonte, dal lato giusto dell’arco alpino, a un’ora e mezza da casa, ma si sa che a noi non piace fare le cose facili…

vuala mappa

vuala direzioni

Partenza da Genova, abbiamo percorso tutta la costa fino a Mentone, tra strade statali lente e autostrade bloccate. Ci siamo resi conto, ordinando il pranzo, di quanto eravamo tarati sullo spagnolo come lingua straniera... ordinare a Mentone devi farlo in francese... al massimo in italiano... e vuālā, solita figuraccia eseguita.

Non vedo il problema. Neanche tu? Aspetta, eccoti uno specchio…

La tratta prevedeva la costa fino a Nizza, che č onestamente una cittā bruttina, passando per il Principato di Monaco, che onestamente non ho capito come facciano a correre a 300km all'ora le auto di formula 1 per quelle strade.

Senza finire in un qualche parcheggio sotterraneo, tra l’altro. O in mare.

Trovato lo svincolo per "l'entroterra", siamo saliti destinazione Jausiers e vuālā, finalmente un po' di montagne... Eravamo preparati a prendere dell'acqua, ma per ora E SOLO PER ORA, ci eravamo salvati. Non male l'hotel a Jausiers, buona e alcoolica la cena, rilassante il letto e vuālā, la giornata č andata...

Precisiamo che noialtri s’č fatto il Col de la Bonette, il passo carrozzabile pių alto d’Europa (m. 2.802), mica uno scherzo. E poi, vuoi mettere il mite clima del sud della Francia?

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La seconda tratta ci portava fino a La Thuile, con alcuni sconfinamenti e rientri in Italia per motivi stradali e di percorso. C'č da dire che pioveva, e pure parecchio. Da questo momento in poi, la pioggia non ci abbandonerā mai pių... smetterā solamente alla fine del giro, ovviamente, dopo averne presa tanta, ma tanta, ma parecchio, di pių, ma non ti dico quanta, splash, vuālā. Da La Thuile ripartiamo verso Villar Pellice, dove un coro di alpini ci stava aspettando.

Per non parlare di quel fastidioso prurito alle nostre nuove branchie… In questo tratto abbiamo varcato il secondo passo carrozzabile pių alto d’Europa, il Col de l’Iseran (m. 2770), dove abbiamo incrociato dei ciclisti in t-shirt e braghette. “Era il 3 giugno, cosa c’č di strano?”, direte voi. Che faceva un po’ freschino, 1-2° C! A noi si congelava la testa nel casco! Poi parlano del doping…

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Cioč, il Coro aspettava Andre a causa del concerto che dovevano fare, ma giā che c'eravamo, ci siamo aggregati anche io e Rugi, perchč dove ci sono alpini c'č canto (un tipo di canto 'particolare', neh...) e soprattutto vino. E grappa. E grappe. Tante. Vuālā.

…der Gemütlichkeit!!!…

L'agriturismo che ci ospitava era veramente valido e carino, cosė come la serata, il concerto, la cena, l'allegria!!! Purtroppo perō Rugi era rimasto incriccato alla schiena, forse per via della leggera umiditā, cioč della tanta pioggia, e si č perso tutto questo. Peccato, peccato davvero. Amorevolmente io e Andre, tra un bicchiere di vino e una grappa, gli abbiamo portato in camera la cena, confabulando tra noi su chi si sarebbe preso la sua moto in ereditā. In realtā, discutevamo su come fare per farlo tornare, se bombarlo di antidolorifici, se aggregarlo al pullman del coro o... vuālā, lasciarlo lė in balia del suo destino.

Quest’ultima ipotesi stava prendendo sempre pių piede, a mano a mano che aumentavano i canti e la grappa. Fortunatamente, a un bel momento siamo andati a dormire.

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La mattina seguente, l'Incriccato pareva stesse meglio e quindi prevalse l'idea di imbottirlo ancora un po' di farmaci, intanto che noi, avendo scoperto una scacchiera in scala uno tre, ci si dedicava al nostro passatempo preferito... al secondo passatempo preferito. Al terzo... vuālā, ad uno dei nostri passatempi.

…preferiti.

Rugi fortunatamente č riuscuto a salire in sella alla sua moto, dichiarando ufficialmente che in quella posizione sarebbe rimasto fino a Genova... vuālā, saltava cosė la mia idea di pranzare tutti insieme prima di dividere le nostre strade.

C’č da dire che quella di guida era L’UNICA posizione in cui non sentiva dolore. E’ rimasto aerografato alla moto fino a casa, non č sceso neanche per fare benzina, che gli ho fatto io. eeeee…non ha pių il fisico. Peccato esserci divisi in autostrada e senza pranzo. Bisogna rifarsi. Eh, sė, bisogna proprio rifarsi. Si parte?



E vuālā, "alla fine di un viaggio c'č sempre un viaggio da ricominciare" ...speriamo con molta meno pioggia e in un paese decisamente civile...

Vuālā.
scritto da Cox
commenti a sproposito di Andre



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