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Sabato 4 aprile 2020, S. Isidoro
Associazione Edith Stein
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01 Note biografiche di Edith Stein - la Liturgia - un articolo

EDITH STEIN
Santa Teresa Benedetta della Croce: un martirio per la Chiesa Cattolica, al servizio della Verità!


Nasce a Breslavia, ultima di 11 figli, il 12 ottobre 1891, da famiglia ebrea profondamente religiosa.
Vive la sua fanciullezza e adolescenza sotto la forte guida della mamma, rimasta a capo della famiglia dopo la morte del babbo, avvenuta quando Edith aveva un anno e nove mesi. A 20 anni inizia i corsi universitari, prima a Breslavia e poi a Gottinga, dove diventa discepola di Husserl, maestro della fenomenologia e con lui si laurea divenendone poi assistente.
Attraversa in questo periodo una profonda crisi religiosa che sfocia nella conversione al cattolicesimo.
Riceve il Battesimo il 1° gennaio 1922, e con il battesimo già il seme della vocazione carmelitana.
Rimane però ad esercitare il suo apostolato nel mondo, come insegnante, studiosa e conferenziera, fino all'avvento del nazismo, che si presenta subito ostile agli ebrei e ne blocca le attività.
Negli avvenimenti politici riconosce l'invito del Signore a realizzare finalmente la sua vocazione carmelitana ed entra nel Carmelo di Colonia il 15 ottobre 1933, dove prende il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce.
La persecuzione contro gli ebrei obbliga i superiori a trasferirla al Carmelo di Echt, in Olanda il 31 dicembre 1938...
Ma la guerra ha fatto dell'Olanda una terra occupata dai nazisti che si rivela quanto mai precaria come rifugio. Infatti viene arrestata il 2 agosto 1942 e deportata ad Auschvitz, dove muore in una camera a gas il 9 agosto 1942, suggellando così la sua vita con il martirio.

Le suindicate note sono tratte dalla Pubblicazione -che ha approvazione ecclesiastica- PENSIERI, Roma 1991.

Cronologia:
1891: nasce;
1911-13: diploma di maturità, perdita della fede, studi universitari a Breslavia (germanistica, storia, psicologia);
1913-15: studia a Gottinga sotto il Prof. Edmund Husserl filosofia;
1915: esame di Stato, lavora come VOLONTARIA nella CROCE ROSSA TEDESCA;
1916: dottorato in filosofia "summa cum laude";
1916-18: assistente di Husserl a Friburgo;
1922: battesimo nella Chiesa Cattolica, prima comunione, confermazione;
1923-31: insegnante presso il liceo femminile e l'istituto di formazione per insegnanti delle Domenicane di Spira;
1928-33: conferenze in patria e all'estero, attività di scrittrice, insegnante presso l'istituto tedesco per la pedagogia scientifica di Munster;
1933: ingresso nel Carmelo di Colonia con il nome di Teresa Bebedetta della Croce;
1938: trasferimento al Carmelo di Echt;
1942: arresto, deportazione, uccisa ad Auschwitz in odio alla fede cristiana;
1962: Inizio del processo di beatificazione e canonizzazione;
1987, 1°maggio: beatificata a Colonia da S.S. Giovanni Paolo II;
1998, 11 ottobre: solennemente canonizzata a Roma dallo stesso Sommo Pontefice.

9 AGOSTO
SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
EDITH STEIN, VERGINE E MARTIRE
ebrea-convertita-filofosa-carmelitana-martire
Compatrona d'Europa
(1891-1942)
Festa


LETTURE: Est 4,17; Sal 33; Gv 4,19-24

MESSALE

Antifona d'Ingresso Gv 15,13
Nessuno ha un amore più grande di questo:
dare la vita per i propri nemici.

Colletta
Dio dei nostri padri, donaci la scienza della Croce, di cui hai mirabilmente arricchito Santa Teresa Benedetta della Croce, nell´ora del martirio , e fa che per sua intercessione cerchiamo sempre te, Somma Verità, fedeli fino alla morte all´eterna alleanza d´amore, sigillata nel sangue del Tuo Figlio per la salvezza del mondo.

Prima Lettura Est 4, 17
Mio Signore Tu sei l´unico.

Dal libro di Ester
In quei giorni la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un´angoscia mortale, e supplicò il Signore e disse: "Mio Signore, nostro Re, tu sei l´unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia che tu Signore, hai scelto Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. Ricordati, Signore; manifestati nel giorno della nostra afflizione e a me dà coraggio, o re degli dei e signore di ogni autorità. Quanto a noi salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore!

Salmo Responsoriale Dal Salmo 33
Tu , Signore rischiari le tenebre.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.

Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.

L´angelo del Signore si accampa
Attorno a quelli che lo temono e li salva.
Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l´uomo che in Lui si rifugia.

Canto al Vangelo Cf Ez 37,27
Alleluia, alleluia.
In mezzo a voi sarà la mia dimora:
io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo.
Alleluia.

MESSALE

Antifona d'Ingresso Gv 15,13
Nessuno ha un amore più grande di questo:
dare la vita per i propri nemici.

Colletta
Dio dei nostri padri, donaci la scienza della Croce, di cui hai mirabilmente arricchito Santa Teresa Benedetta della Croce, nell´ora del martirio , e fa che per sua intercessione cerchiamo sempre te, Somma Verità, fedeli fino alla morte all´eterna alleanza d´amore, sigillata nel sangue del Tuo Figlio per la salvezza del mondo.

Prima Lettura Est 4, 17
Mio Signore Tu sei l´unico.

Dal libro di Ester
In quei giorni la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un´angoscia mortale, e supplicò il Signore e disse: "Mio Signore, nostro Re, tu sei l´unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia che tu Signore, hai scelto Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. Ricordati, Signore; manifestati nel giorno della nostra afflizione e a me dà coraggio, o re degli dei e signore di ogni autorità. Quanto a noi salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore!

Salmo Responsoriale Dal Salmo 33
Tu , Signore rischiari le tenebre.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.

Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.

L´angelo del Signore si accampa
Attorno a quelli che lo temono e li salva.
Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l´uomo che in Lui si rifugia.

Canto al Vangelo Cf Ez 37,27
Alleluia, alleluia.
In mezzo a voi sarà la mia dimora:
io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo.
Alleluia.



Vangelo Gv 4,19-24
I veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verità.

Dal vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo la donna samaritana disse a Gesù: Signore vedo , vedo che tu sei un profeta: In nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».

Sulle Offerte
Guarda con amore, o Padre,l´offerta dei tuoi fedeli e per l´intercessione di Santa Benedetta donaci una viva esperienza della beata passione del Cristo,che si attua in questi santi misteri.

Prefazio
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre ed in ogni luogo a te Signore,
Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

A imitazione del Cristo tuo Figlio
la santa martire Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein,
ha reso gloria al tuo nome
e ha testimoniato con il sangue i tuoi prodigi,
o Padre, che riveli nei deboli la tua presenza
e doni agli inermi la forza del martirio,
per Cristo nostro Signore.

E noi con tutti gli angeli del cielo
innalziamo a te il nostro canto,
e proclamiamo insieme la tua gloria:

Santo, Santo, Santo...

Comunione Cf Mt 16,24
Chi vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce e mi segua, dice il Signore.

Dopo la Comunione
O Padre, che ci hai dato la gioia di nutrirci con il pane della vita, fa che sull´esempio della santa martire Teresa Benedetta portiamo nell´animo i segni dell´amore crocifisso per gustare il frutto della tua pace.











La formazione intellettuale e la conversione

Edith Stein nasce a Breslavia, nella Slesia tedesca, il 12 ottobre 1891, undicesima figlia di una coppia di ebrei molto religiosa. Fin dall´infanzia Edith manifesta un´intelligenza vivace e brillante, che nell´adolescenza l´inclina a una visione razionalistica da cui deriverà il distacco dalla religione. Subito dopo gli esami di maturità, nel 1911, s´iscrive alla facoltà di Germanistica, Storia e Psicologia dell´università di Breslavia.
In questo periodo scopre la corrente fenomenologica di Edmund Husserl (1859-1938) e nel 1913 si trasferisce all´università di Gottinga per seguirne le lezioni. Fra i due possibili esiti della fenomenologia, quello idealista e quello realista, Husserl sceglierà la strada dell´idealismo, mentre Edith Stein - come afferma Papa Giovanni Paolo II nel motu proprio del 1° ottobre 1999, in cui la proclama compatrona d´Europa insieme a santa Brigida di Svezia (1303 ca.-1373) e a santa Caterina da Siena (1347-1380) -, "[...] avviatasi sulla strada della corrente fenomenologica, [...] seppe cogliervi l´istanza di una realtà oggettiva che, lungi dal risolversi nel soggetto, ne precede e misura la conoscenza, e va dunque esaminata con un rigoroso sforzo di obbiettività".
A Gottinga incontra il filosofo Max Scheler (1875-1928), convertito al cattolicesimo, e il filosofo del diritto Adolf Reinach (1883-1917), protestante, ed entra quindi in contatto con un mondo che ne scuote i pregiudizi razionalistici. Non si chiude a questi stimoli culturali ma, vera amante della sapienza, accetta la fatica della ricerca e del "pellegrinaggio" esistenziale, per cui è ricordata dallo stesso Papa Giovanni Paolo II nell´enciclica Fides et ratio, circa i rapporti tra fede e ragione, del 1998. Nel 1915 presta servizio come crocerossina volontaria all´ospedale di malattie infettive di Mahrisch-Weisskirchen, e nel 1916 discute la dissertazione di laurea su Il problema dell´empatia all´università di Friburgo in Brisgovia, dove ha seguito Husserl come assistente. Gli anni dal 1916 all´estate del 1921, momento della sua conversione al cattolicesimo, sono segnati dall´approfondirsi della crisi interiore. Il padre gesuita Erich Przywara (1889-1972) racconta che Edith gli confidò di aver trovato, quando ancora era atea, una copia degli esercizi di sant´Ignazio di Loyola (1491-1556) e di averne seguito le indicazioni da sola, uscendone, dopo i trenta giorni, decisa a convertirsi. Sarà però la lettura della Vita di santa Teresa d´Avila (1515-1582) a por fine alla sua ricerca, facendole compiere l´esperienza della verità a seguito della quale chiede il battesimo e la cresima, che riceverà nel 1922.

L´ingresso nell´ordine carmelitano
Nel motu proprio citato, Papa Giovanni Paolo II ricorda che "l´incontro col cristianesimo non la portò a ripudiare le sue radici ebraiche, ma piuttosto gliele fece riscoprire in pienezza. Questo tuttavia non le risparmiò l´incomprensione da parte dei suoi famigliari. Soprattutto le procurò un dolore indicibile il dissenso della madre. In realtà tutto il suo cammino di perfezione cristiana si svolse all´insegna non solo della solidarietà umana con il suo popolo d´origine, ma anche di una vera condivisione spirituale con la vocazione dei figli di Abramo, segnati dal mistero della chiamata e dei doni irrevocabili di Dio (cfr. Rm. 11, 29)". Edith, dunque, si separa dalla cultura della sua famiglia solo per farla propria a un livello più profondo.
Dopo la conversione, segue l´invito di padre Przywara a occuparsi in modo sistematico della dottrina e dell´opera di san Tommaso d´Aquino (1225 ca.-1274), di cui tradurrà in tedesco le Questioni sulla verità. L´incontro con i mistici l´orienta verso la vita contemplativa nell´ordine carmelitano; potrà tuttavia realizzare la propria vocazione solo nel 1933 quando, allontanata dall´insegnamento dall´introduzione delle leggi razziali di Norimberga, non sarà più trattenuta dal suo padre spirituale, dom Raphael Walzer O.S.B. (1886-1966), arciabate di Beuron, che aveva voluto mettesse a frutto, come docente, le sue grandi capacità intellettuali. L´incontro con san Tommaso l´induce al tentativo di applicare il metodo fenomenologico al tomismo: nel 1932 abbozza il grande studio Atto e potenza e lascia la scuola domenicana di Spira per dedicarsi agli studi filosofici e per insegnare all´Istituto Superiore di Pedagogia Scientifica di Münster. In quegli anni scrive, studia e svolge un´intensa attività di conferenziera su temi filosofici e pedagogici e, in modo particolare, sulla questione femminile, impegnandosi per la promozione umana, sociale e religiosa della donna. L´attività d´insegnante termina nel 1933, quando, il 14 ottobre, entra nel Carmelo di Koln-Lindenthal, dove, il Venerdì di Passione dello stesso anno, aveva intuito il suo destino: "Mi rivolsi al Redentore - si legge nella biografia scritta da Teresia Renata de Spiritu Sancto - e gli dissi che sapevo bene che era la sua croce che veniva posta in quel momento sulle spalle del popolo ebraico; la maggior parte di esso non lo comprendeva, ma quelli che avevano la grazia d´intenderlo, avrebbero dovuto accettarla con pienezza di volontà a nome di tutti. Mi sentivo pronta e domandavo soltanto al Signore che mi facesse vedere come dovevo farlo. Terminata l´Ora Santa ebbi l´intima certezza di essere stata esaudita, sebbene non sapessi ancora in cosa consistesse quella croce che mi veniva imposta".

La persecuzione
Il 15 aprile 1934 Edith Stein veste l´abito carmelitano e ottiene di aggiungere al nome di battesimo di Teresa quello di Benedetta della Croce. In convento prosegue l´attività di studio, ampliando lo scritto d´abilitazione alla docenza, Atto e potenza, nel tentativo di unire il tomismo con la fenomenologia, e concludendolo nel 1936 con il titolo Essere finito ed essere eterno.
Il 14 marzo 1937 Papa Pio XI (1922-1939) pubblica l´enciclica Mit brennender Sorge, sulla situazione della Chiesa cattolica nel Reich germanico, in cui il nazionalsocialismo viene definito come dottrina neo-pagana che eleva la razza e lo Stato a norma suprema, sostituisce alla Provvidenza un fato impersonale e falsifica l´ordine voluto da Dio. Proibito in Germania, il documento, dopo la lettura datane nelle chiese il 21 marzo 1937, circola solo clandestinamente. Dopo le manifestazioni antisemitiche della notte fra l´8 e il 9 novembre 1938 - la Notte dei Cristalli -, Edith viene trasferita al Carmelo di Echt, in Olanda, paese neutrale, ed è raggiunta dalla sorella Rosa, pure convertitasi al cattolicesimo. La priora le affida la stesura di un´opera sulla vita e sull´insegnamento di san Giovanni della Croce (1542-1591), Scientia crucis. Studio su san Giovanni della Croce, incompiuta a causa dell´arresto e della deportazione.
Ancor prima dello scoppio della seconda guerra mondiale (1939-1945), suor Teresa Benedetta della Croce giudica senza esitazioni gli avvenimenti, e interviene in essi, seguendo la logica di Dio, quella della croce. In una lettera a madre Giovanna van Weersth, del Carmelo di Beek, in Olanda, scrive: "[...] prima è venuto dall´oriente il Bolscevismo, con la lotta contro Dio, poi il Nazionalsocialismo, con la lotta contro la Chiesa. Ma né l´uno né l´altro vincerà. Vincerà alla fine Cristo". Alla sua priora, nel marzo del 1939, chiede di poter offrire la propria vita per la pace: "Cara madre, [...] mi permetta di offrirmi [...] in sacrificio di espiazione per la vera pace: perché il regno dell´anticristo sprofondi, se possibile senza un nuovo conflitto mondiale, e che un nuovo ordine s´impianti".

Il martirio
Il 10 maggio 1940 l´esercito tedesco invade il Lussemburgo, il Belgio e l´Olanda. Le Chiese cristiane olandesi, quando iniziano in Olanda le carcerazioni e le deportazioni di cittadini ebrei, chiedono con insistenza alle autorità tedesche di recedere da tali azioni. L´11 luglio 1942 l´episcopato olandese inoltra un telegramma di protesta contro la persecuzione degli ebrei; il commissario generale per gli affari con le Chiese risponde comunicando che gli ebrei battezzati prima del 1° gennaio 1941 dovevano essere esclusi dalle deportazioni. In Olanda vivevano più di 100.000 ebrei e di questi solo una minoranza, circa 700, era costituita da ebrei cattolici; peraltro, nessuna delle comunità cristiane aveva richiesto tale eccezione, come scrive la carmelitana Maria Amata Neyer, commentando il manoscritto della santa Come giunsi al Carmelo di Colonia: "[...] per le Chiese si trattava [...] di una questione che riguardava tutti, non solo gli ebrei battezzati. Per questo decisero di far leggere, nella domenica del 26 luglio 1942, una lettera pastorale nella quale doveva essere resa pubblica la posizione delle Chiese". Ma le autorità tedesche intercettano la lettera pastorale, a cui è allegato il testo del telegramma dell´11 luglio, e fanno pressione perché non sia letta dal pulpito; le comunità evangeliche, nonostante alcune perplessità, accettano, invece i vescovi cattolici non ritengono di poter fare altrettanto. In seguito alla lettura della lettera pastorale e del telegramma viene revocato lo stato di libertà degli ebrei cattolici ed emanato l´ordine di cattura nei loro confronti. Alle cinque pomeridiane del 2 agosto 1942, Edith Stein viene prelevata insieme alla sorella Rosa dal convento, e una testimone la sente dire alla sorella: "Vieni, andiamo per il nostro popolo".
Quel giorno vengono arrestati e deportati 244 ebrei cattolici, come atto di rappresaglia contro l´episcopato olandese. Le sorelle Stein sono condotte all´ufficio distrettuale di Maastricht e di lì al campo di transito di Amersfoort; il 4 agosto vengono prelevate, con altri 95 prigionieri, e trasferite a Westerbork; il 7 agosto sono assegnate a un trasporto in partenza quel giorno stesso per Auschwitz-Birkenau, che giunge a destinazione due giorni dopo. Non è stato possibile stabilire con certezza il momento della morte di Edith dopo l´arrivo ad Auschwitz, ma è probabile che sia stata subito destinata alla camera a gas. In ogni caso l´aspetto esemplare della vicenda di Edith Stein sta nell´eroica adesione a una vocazione maturata negli anni che seguono la conversione: far propria la sofferenza del suo popolo d´origine, introducendola nel sacrificio di Cristo attraverso l´offerta della sua stessa vita. Tale adesione non viene meno nel momento in cui diventa vittima della violenza, com´è testimoniato dal messaggio che riesce a inviare dal campo di raccolta di Westerbork alla priora di Echt: "Sono contenta di tutto. Una Scientia crucis si può acquistare solo se la Croce si sente pesare in tutta la sua gravezza. Di questo sono stata convinta fin dal primo momento, e ho detto di cuore: "Ave crux, spes unica"". A ragione dunque Papa Giovanni Paolo II, proclamando la santità di Edith Stein, l´11 ottobre 1998, ne ha fatto memoria come di una "eminente figlia d´Israele e fedele figlia della Chiesa". In occasione della sua elevazione a compatrona d´Europa il Papa ricorda: "La sua immagine di santità resta per sempre legata al dramma della sua morte violenta": "Dichiarare oggi Edith Stein compatrona d´Europa significa porre sull´orizzonte del vecchio Continente un vessillo di rispetto, di tolleranza, di accoglienza", "[...] ma è necessario far leva [...] sui valori autentici, che hanno il loro fondamento nella legge morale universale, inscritta nel cuore di ogni uomo. Un´Europa che scambiasse il valore della tolleranza e del rispetto universale con l´indifferentismo etico e lo scetticismo sui valori irrinunciabili, si aprirebbe alle più rischiose avventure e vedrebbe prima o poi riapparire sotto nuove forme gli spettri più paurosi della sua storia".
Commento di Laura Boccenti Invernizzi www.alleanzacattolica.org





"Ave Crux, Spes unica"

Dagli scritti spirituali di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein, Vita, Dottrina, Testi inediti. Roma, pp. 127-130.)
«Ti salutiamo, Croce santa, nostra unica speranza!» Così la Chiesa ci fa dire nel tempo di passione dedicato alla contemplazione delle amare sofferenze di Nostro Signore Gesù Cristo.
Il mondo è in fiamme: la lotta tra Cristo e anticristo si è accanita apertamente, perciò se ti decidi per Cristo può esserti chiesto anche il sacrificio della vita.
Contempla il Signore che pende davanti a te sul legno, perché è stato obbediente fino alla morte di Croce. Egli venne nel mondo non per fare la sua volontà, ma quella del Padre. Se vuoi essere la sposa del Crocifisso devi rinunciare totalmente alla tua volontà e non avere altra aspirazione che quella di adempiere la volontà di Dio.
Di fronte a te il Redentore pende dalla Croce spogliato e nudo, perché ha scelto la povertà. Chi vuole seguirlo deve rinunciare ad ogni possesso terreno. Stai davanti al Signore che pende dalla Croce con il cuore squarciato: Egli ha versato il sangue del suo Cuore per guadagnare il tuo cuore. Per poterlo seguire in santa castità, il tuo cuore dev'essere libero da ogni aspirazione terrena; Gesù Crocifisso dev'essere l'oggetto di ogni tua brama, di ogni tuo desiderio, di ogni tuo pensiero.
Il mondo è in fiamme: l'incendio potrebbe appiccarsi anche alla nostra casa, ma al di sopra di tutte le fiamme si erge la Croce che non può essere bruciata. La Croce è la via che dalla terra conduce al cielo. Chi l'abbraccia con fede, amore. speranza viene portato in alto, fino al seno della Trinità.
Il mondo è in fiamme: desideri spegnerle? Contempla la Croce: dal Cuore aperto sgorga il sangue del Redentore, sangue capace di spegnere anche le fiamme dell'inferno. Attraverso la fedele osservanza dei voti rendi il tuo cuore libero e aperto; allora si potranno riversare in esso i flutti dell'amore divino, sì da farlo traboccare e renderlo fecondo fino ai confini della terra.
Attraverso la potenza della Croce puoi essere presente su tutti i luoghi del dolore, dovunque ti porta la tua compassionevole carità, quella carità che attingi dal Cuore divino e che ti rende capace di spargere ovunque il suo preziosissimo sangue per lenire, salvare, redimere.
Gli occhi del Crocifisso ti fissano interrogandoti, interpellandoti. Vuoi stringere di nuovo con ogni serietà l'alleanza con Lui? Quale sarà la tua risposta? "Signore, dove andare? Tu solo hai parole di vita".
Ave Crux, spes unica!





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