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Martedì 18 febbraio 2020, S. Simeone
Associazione Edith Stein
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16 Il ricordo del Cardinale (di S.E.Rev.ma Mons. Piacenza)

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MESSAGGIO DI SALUTO
CENTENARIO DELLA NASCITA
DEL CARDINAL GIUSEPPE SIRI
di S.E. Rev.ma Mons. Mauro PIACENZA


Ben volentieri rispondo all’invito dell’Associazione di volontariato culturale “Edith Stein”, con il salutare quanti, sabato 18 marzo, interverranno, nella sala del Consiglio Comunale di Rapallo, all’incontro promosso in occasione della ricorrenza del centenario della nascita del Cardinale Giuseppe Siri, la cui memoria rimane in benedizione.
E’ un’occasione illuminante ed affettuosamente organizzata, non tanto per onorare un grande Uomo di Chiesa, poiché questo solo Dio sa farlo, quanto piuttosto per stimolare coloro che sono ancora pellegrini nella storia ed illuminare i propri passi alla luce di quella eternità che sola permette di ben operare e produrre frutti di pace e prosperità.
Del Cardinal Siri –data l’acutezza di ingegno e la ferrea volontà- si possono dire grandissime cose – ed è pure giusto si dicano – ma forse vale soprattutto conservare nel cuore e raccontare a quanti non lo hanno conosciuto direttamente, le radici di quella acutezza e di quella volontà.
La purezza, la semplicità di fanciullo, la povertà in spirito permettono la profondità, sono altrettanti strumenti per “intus legere” e , di conseguenza, anche per vedere lontano.
Così il Cardinal Siri ha amato appassionatamente la Chiesa con la profondità di un fanciullo che ama la sua mamma, ha avuto affetto intenso e commovente per l’augustissimo Sacramento dell’altare, per la Santissima Vergine, per San Giuseppe suo meraviglioso Patrono, ha avuto quanto mai vivace il senso della comunione dei Santi, dell’affetto fraterno espresso soprattutto nel delicato senso del perdono e della sostituzione vicaria.
La semplicità e la povertà in spirito lo hanno portato ad avere quel lungimirante sguardo profetico sulla realtà, che lo ha reso spesso incompreso o frainteso dalla folla mediatica dei miopi e, a quella libertà interiore che è spinta di propulsione per un agire coraggioso, senza complessi e senza condizionamenti, inevitabile retaggio di chi nutre aspirazioni personali.
Un uomo grande perché povero e distaccato da tutto e, soprattutto da se stesso. Anche la sovente ricordata maestà ieratica del Cardinale non aveva nulla di recitato o di mondano.
Il senso della grandezza dell’episcopato emergeva in Lui dalla fede nell’ufficio costituito da Dio e dalla viva consapevolezza della sua personale piccolezza, non già da visioni di potere totalmente aliene da quella personalità che amava ed era amata soprattutto da quanti i criteri del mondo considera piccoli ed insignificanti.
Mi piace ricordare così il Cardinale Giuseppe Siri “Un uomo fra storia e fede”, un uomo che è grande perché si è fatto piccolo ed è diventato come un fanciullo, un uomo che ha avuto vivacissimo il senso dell’eternità e, a tale luce, ha saputo leggere il quotidiano.
Questa occasione del centenario, nello stile del compianto Cardinale, lungi dal costituire una celebrazione per magnificare le gesta di un grande, possa giovare a tutti per amare di più il Signore e i fratelli per amore suo, per dimenticare noi stessi e servire in Dio il prossimo, per comprendere che il tempo è breve e dobbiamo usarlo bene, da veri figli della Chiesa!
La memoria del grande Cardinale genovese è racchiusa nel suo motto episcopale: “Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam!”
Noi vogliamo cogliere questa lezione !

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+ Mauro Piacenza



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