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Domenica 26 gennaio 2020, Ss. Timoteo e Tito

POLVERI SOTTILI

Cosa sono

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma con chiarezza che “l’esposizione al PM10 aumenta il rischio di mortalità, sia per effetti a lungo termine che per effetti acuti a breve termine. Gli effetti a lungo termine sono stati associati alla riduzione della speranza di vita dovuta a problemi cardiovascolari e tumore polmonare”


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Le polveri sono una miscela di particelle solide o liquide che vengono immesse nell’atmosfera da varie sorgenti. Le cosiddette polveri sottili, o PM 10 (dall’inglese particolate matter) sono particelle fini respirabili molto piccole, con un diametro compreso tra 2,5 micron e 10 micron*
*nota: 1 micron è pari a 1/1000 di millimetro..il diametro medio di un capello umano è considerato pari a circa 100 micron.
Il problema principale è dato dal fatto che mentre le polveri grossolane ( con un diametro maggiore di 30 micron) cadono a terra nell’arco di poche ore perché troppo pesanti, le particelle più fini tendono a rimanere sospese in aria anche per molti giorni ed essere trasportate dal vento per diversi chilometri. La dimensione "ideale" è tra i 5 e i 10 micron (esattamente quella che chiamiamo PM 10) : sono queste particelle che, oltre a permanere a lungo in aria, si fissano alle vie polmonari, raggiungendo i tratti successivi delle vie respiratorie provocando gravi effetti sulla salute dell’uomo.

Da dove viene il PM 10

Le fonti di emissione di polveri sottili nelle aree urbane sono principalmente due:
• traffico veicolare;
• impianti di riscaldamento civili.

Traffico veicolare: tutti i mezzi di trasporto emettono polveri fini. In particolare i motori diesel e i ciclomotori emettono un quantitativo di polveri, per km percorso, maggiore rispetto ai veicoli a benzina, riconosciuti comunque responsabili della produzione di una certa quantità di questo inquinante. Altrettanto certo è il legame fra la cilindrata del veicolo e la quantità del particolato prodotto: più potente è il veicolo e maggiore è la quantità di particolato prodotto.

Le auto contribuiscono all'incremento dell'aerosol contenete polveri fini anche con processi di abrasione come l'usura dei pneumatici e l'usura dei freni. Gli autoveicoli, infatti, procedendo sull’asfalto polverizzano il manto stradale e lo portano in atmosfera; inoltre il transito dei veicoli e il vento contribuiscono anche alla riportare in aria del particolato che si era depositato al suolo.



Conseguenze sulla salute umana
Le polveri sottili dopo essere state inalate e possono essere espulse oppure si possono depositare in qualche tratto dell'apparato respiratorio, essere trasportate, in base alle loro dimensioni, verso altre parti del tratto respiratorio o del corpo, dove possono essere assorbite e provocare danni biologici.

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In generale la pericolosità è dovuta alla tossicità delle sostanze da cui è composto il PM10 ad esempio alcuni metalli tossici (Piombo, Cadmio ed Nichel) e gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (I.P.A.), tra cui il benzene, sospettato di provocare il carcinoma bronchiale.
Gli effetti sanitari delle PM10 possono essere sia a breve termine che a lungo termine. Le particelle di dimensioni maggiori (7-10 micron) provocano effetti di irritazione e infiammazione del tratto superiore delle vie aeree, quelle invece di dimensioni minori (inferiori a 5-6 micron) possono provocare e aggravare malattie respiratorie e provocare tumore polmonare.


Sulla base degli studi epidemiologici, inoltre, risultano particolarmente suscettibili agli effetti del particolato i bambini, gli anziani e le persone con malattie cardiocircolatorie e polmonari (asma, bronchiti, …), nonché chiunque svolga intensa attività fisica all’aperto.

In particolare i bambini sembrano a maggior rischio per alcuni effetti respiratori quali lo scatenamento di crisi di asma bronchiale e l'insorgenza di sintomi respiratori (come tosse e catarro).



Anche recenti studi epidemiologici hanno confermato l'esistenza di una correlazione tra presenza di polveri fini e patologie dell'apparato respiratorio e cardiovascolare.
I dati della tabella sottostante infatti indicano il numero di casi di morte o di malattia che sono attribuibili a concentrazioni di PM10 10 superiori a 30 microgrammi per metro cubo (valore che è al di sotto del limite previsto dalla attuale normativa). La tabella è tratta uno studio dell’ L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “L’impatto sulla salute del PM10 e dell’ozono in 13 città italiane” OMS 2006 e i valori sono riferiti all’anno 1998 in 8 città italiane (tra cui Genova).

polveri-tabella


La tabella quindi ci dice che circa 3500 persone nel 98 nelle città italiane considerate si sarebbero potute salvare se la concentrazione nell’aria del PM10 fosse stata inferiore. (e circa 30.000 bambini non avrebbero avuto attacchi di asma….)




L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma con chiarezza che “l’esposizione al PM10 aumenta il rischio di mortalità, sia per effetti a lungo termine che per effetti acuti a breve termine. Gli effetti a lungo termine sono stati associati alla riduzione della speranza di vita dovuta a problemi cardiovascolari e tumore polmonare”




Limiti normativi
I valori limite, ovvero le concentrazioni massime in atmosfera per evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana e sull'ambiente, validi in tutti i paesi dell’Unione Europea e quindi anche in Italia, sono riepilogati nelle tabella.
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(In Italia il riferimento normativo è il Decreto Ministeriale del 2 aprile 2002, n. 60)









Conclusioni
Quando si ha a che fare con la salute non si devono mai prendere decisioni in modo affrettato o superficiale.
La sensibilita' dei bambini alla presenza delle polveri sottili e' un ulteriore elemento di cautela.

Le sorgenti di Polveri Sottili non possono trovarsi nei pressi di siti scolastici: costruirne una NUOVA sorgente in mezzo a delle scuole e' un chiaro errore.


Infine, condividiamo il seguente pensiero www.scuoladonmilani.it
“Sappiamo che il PM10 è un problema del nostro pianeta, e per contrastarlo, oltre al blocco del traffico, proponiamo nuove alternative.
Innanzitutto sappiamo che il traffico è aumentato eccessivamente negli ultimi anni a tale proposito noi crediamo sia giusto:

- aumentare la rete di piste ciclabili e anche di ampliare le zone a traffico limitato;
per gli scolari crediamo sia opportuno creare percorsi sicuri e protetti che colleghino le scuole alle abitazioni dei bambini;

- ideare nuove zone pedonali adatte a bambini e anziani, sarebbe ideale;
bisognerebbe limitare il numero di parcheggi all’interno di grandi città e nei centri storici e aumentare invece le zone di verde pubblico. A Zurigo ,infatti, hanno sconfitto il traffico e l’inquinamento dimezzando i parcheggi e aumentando i loro prezzi.”


Riferimenti
http://www.lifegate.it/ambiente/articolo.php?id_articolo=1098

http://www.appa-agf.net/article/articleview/784/1/132/ Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente Trento

http://www.who.int/publications/en/






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