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Domenica 8 dicembre 2019, Immacolata Concezione

LETTERA PER Arch. Tomiolo


- Un ringraziamento anche per l'interesse e la partecipazione all'iniziativa di Sabato 2-2-2008 (sottoscrizione lettera all'Arch. Tomiolo, della provincia di Genova)

A seguito dei pareri emersi nelle ultimi incontri pubblici inerenti il tema dell'Autosilo tra le Scuole di Recco, ed ai successivi approfondimenti, abbiamo ritenuto utile richiedere un parere, riguardo i contenuti del PUC di Recco, all'Arch. Pier Paolo Tomiolo, Direttore Area 05 Urbanistica e Pianificazione Generale e di Settore della Provincia di Genova.

Vi manterremo informati riguardo gli sviluppi.

A seguito dei pareri emersi nelle ultimi incontri pubblici inerenti il tema dell'Autosilo tra le Scuole di Recco, ed ai successivi approfondimenti, abbiamo ritenuto utile richiedere un parere, riguardo i contenuti del PUC di Recco, all'Arch. Pier Paolo Tomiolo, Direttore Area 05 Urbanistica e Pianificazione Generale e di Settore della Provincia di Genova.

Come richiesto dall'Arch. stesso, per poter ricevere risposta deve essere firmato dai singoli richiedenti.
Leggetela con calma, se avete dei dubbi o domande fate click qui per contattarci ed esprimeteli.

LETTERA IN FORMATO IMMAGINE (A COLORI)

COME INGRANDIRE LE SINGOLE PAGINE: Visualizzare le singole immagini ed in seguito, fare un click con il bottone sinistro del mouse sull'immagine stessa. Se non funzionasse, stampate le immagini e leggetele su carta, oppure leggete la lettera in formato testo. Il contenuto è identico.

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LETTERA IN FORMATO TESTO
Provincia di Genova
Al Direttore Area 05 Urbanistica e Pianificazione Generale e di Settore
Arch. Pier Paolo Tomiolo
Piazzale Mazzini Giuseppe, 2
16122 - GENOVA


Oggetto: Megaparcheggio di via Milite Ignoto in Recco- richiesta di chiarimenti ed interpretazioni su contenuti normativi del PUC di Recco.

Egregio arch. Tomiolo,
a seguito di pareri emersi in diverse pubbliche riunioni tenute presso la sala del Consiglio Comunale di Recco, ad argomento il megaparcheggio privato in oggetto, del quale è stato illustrato il progetto, ed ai successivi approfondimenti, abbiamo ritenuto, quale univoco riferimento, di raccogliere il parere autentico di interpretazione della normativa delle Istituzioni sovraordinate.
Le richiediamo pertanto una Sua risposta scritta e per comodità le uniamo copia-stralcio gli atti ufficiali utili all’esame.

1- Destinazione d’uso dell’area

All’art. 13 della normativa a titolo: “Sottosistema degli standards urbanistici”, punto 4.8. a titolo: “Zona per parcheggi in struttura e nel sottosuolo(FPs)” viene detto espressamente che la zona urbanistica citata “…è destinata alla formazione di strutture per il parcheggio pubblico autoveicolare da realizzarsi anche su diversi livelli, sia interrato che fuori terra”
Nel successivo art. 43 a titolo “Disposizioni per i settori”, punto 7 a titolo : “settore compreso fra via Milite Ignoto e via Marconi (settore “G”)”, in palese contrasto, la norma si esprime in modo nettamente differente nel modo seguente: “ All’interno del settore segnalato con la lettera “G” è prevista la formazione di una struttura edificata parzialmente interrata destinata prevalentemente alla realizzazione di parcheggi pubblici e privati …….”
Parrebbe pertanto che, nel “Settote “G” , sottosezione della “zona per parcheggio in struttura e nel sottosuolo (FPs”) le norme siano cambiate, ammettendo anche parcheggi privati ed in modo assolutamente prevalente, box privati ad indirizzo speculativo e non unicamente opere pubbliche.
Infatti così è stata interpretata, nel progetto elaborato dall’operatore privato, nel senso di realizzare, in modo preponderante, “box privati in struttura”
Nella dizione, chiarissima, dei due contrastanti disposti normativi, appare del tutto evidente la contraddizione che in ragione delle sostanziali differenze di contenuto giuridico fra i due regimi, fondamentali nel diritto, per di più tutelato dalla legge, anche tramite azioni immediate facilmente invocabili, acquista un aspetto di particolare gravità ed esclude la possibilità di compatibilità o compromessi.

2 - Diverse destinazioni d’uso della stessa area

Abbiamo capito seguendo le vicende del PUC di Recco che un piano urbanistico è un difficile tentativo di prefigurare una ipotesi di sviluppo della utilizzazione di un territorio posta in essere con molta fede ed anche con un po’ di ottimismo e di audacia, in un contesto normativo di grande complessità.
Lo sforzo dei progettisti, compresi della necessità di una sostanziale equità delle scelte, dovrebbe essere indirizzato a dare risposta alle esigenze della popolazione in tutte le sue componenti, per una ordinata ed armonica evoluzione del substrato territoriale di supporto della società, prefigurando con grande applicazione ed impegno, un modello ideale molto complesso ed articolato.
Risulta pertanto implicito che in tale modello tutte le previsioni debbano essere fra loro del tutto armonizzate e coerenti, utilizzando quale strumento determinante alcune scelte obbligate delle destinazioni d’uso, secondo le prescrizioni di legge.
Tale concetto implica inoltre di necessità che la destinazione d’uso debba essere definita univocamente ed esclude implicitamente che la stessa area possa avere diverse e differenti destinazioni, meno che meno contrastanti nella funzione, ciascuna delle quali non può essere altro che riferita, in tale anomalo caso di più funzioni possibili, ad un modello fondamentale di pianificazione sostanzialmente diverso, ciascuno dei quali rappresenterebbe di per se, quindi, una diversa soluzione di pianificazione.
Ciò vale in particolare e fondamentalmente per i servizi, asse sul quale si verifica prevalentemente la qualità di vita della popolazione.

In contrasto con quanto esposto, leggendo l’art. 42 della normativa del PUC di Recco, ci sembra che si sia ricaduti, proprio in tale difettosità poichè, invocando strumentalmente e disinvoltamente i concetti, della flessibilità e delle modalità di attuazione delle previsioni, si violano, a favore di interessi squisitamente privati e speculativi, tali principi fondamentali.
Tralasciando le amenità, implicite nelle svariate possibilità che si offrono alle occasioni di guadagno privato, se ne voglio evidenziare, ad economia di esposizione solo alcuni estremi.
Così sull’area, costituita da due proprietà confinanti, si può realizzare indifferentemente ed in alternativa, a libera scelta dell’operatore, i seguenti ed anche contrastanti interventi:

- un intervento esteso integralmente pubblico per funzioni e destinazione per la realizzazione di parcheggi pubblici da parte del Comune
- un esteso intervento privato unitario per la realizzazione di box privati, parcheggi pubblici e la ricostruzione del rudere con un decina di unita di abitazione.
- interventi parziali e separati privati sulle due proprietà, con modalità diverse.
- un intervento privato limitato per la ricostruzione del rudere di abitazione civile, con un aumento di volume del 50%, e la realizzazione di alcuni parcheggi pubblici a raso.

Il tutto nella massima commistione ed indeterminazione di destinazioni e mancanza di coordinamento temporale relativo agli interventi sulle due aree.
In ragione delle sostanziali differenze giuridiche, fondamentali nel diritto della nostra nazione, tutelate dalla legge, ci chiediamo se tale articolata previsione sia corretta e lecita.
Ci chiediamo inoltre quale sia in sostanza, nell’equilibrio generale pianificatorio, la vera destinazione d’uso dell’area.
Parrebbe che la previsione, così concepita a maglie larghissime, provveda sopratutto al soddisfacimento degli interessi privati, dei quali non escludiamo, unicamente dal punto di vista generale, la liceità, ma denunciamo il modo molto discutibile della loro attuazione e la sua particolare finalizzazione alla, addirittura analitica, loro tutela, tanto da rischiare un possibile illecito, avendo assai poco a che fare con una imparziale ed univoca pianificazione.
Senza contare che le citate norme, quasi ironicamente definite, di “congruenza”, con contenuto sostanziale assai differente ed evoluto, rispetto alle proposte iniziali di pianificazione, con tutto il loro bagaglio innovativo, sono state introdotte dal Comune in fase approvativa finale ed escludono pertanto normativamente, per i cittadini, la possibilità di intervenire con osservazioni.
E’ significativa prova di quanto sopra affermato che l’osservazione al PUC distinta con il n.004 del 7-10-2002 protocollo n.15700 posta in essere dal Condominio distinto con il numero civico 37 di via Marconi che chiedeva la realizzazione sull’area in oggetto unicamente di parcheggi scoperti, sia stata formalmente accettata senza che poi il contenuto abbia avuto seguito negli atti formali di formazione del piano.


Attendiamo comunque, da non addetti ai lavori quali siamo, il suo cortese e professionale parere.

Con viva cordialità
(i richiedenti) Recco, 4-2-2008

Elenco dei richiedenti, completo di Nome, Cognome, Indirizzo ed eventuale recapito telefonico.


PARCHEGGI A VALLE DI VIA MILITE IGNOTO

Particolare dalla tavola “PN-Megli” – PUC Recco.

FATE CLICK QUI PER VEDERE L'IMMAGINE




Estratti dal documento “Norme Attuazione” – PUC Recco.

ART. 13 IL SOTTOSISTEMA DEGLI STANDARD URBANISTICI

4.8. Zona per parcheggi in struttura e nel sottosuolo (FPs)
La zona è destinata alla formazione di strutture per il parcheggio pubblico autoveicolare da
realizzarsi anche su diversi livelli di piano, sia in interrato che fuori terra. Resta prescritto, anche
nel caso di intervento condotto con le modalità di cui al successivo punto 7, che la superficie da
conseguirsi comunque non sia inferiore a quella indicata nella tabella degli standard urbanistici
facente parte degli atti del piano.


ART.43- DISPOSIZIONI PER I SETTORI
7. Settore compreso tra via Milite Ignoto e via Marconi (Settore “G”)
All’interno del settore segnalato con la lettera “G” è prevista la formazione di una struttura edificata parzialmente interrata destinata prevalentemente alla dotazione di parcheggi autoveicolari pubblici e privati, con contestuale regolarizzazione del calibro dell’asse stradale di Via Milite Ignoto e la creazione di nuovo marciapiede lato est.
A tali fini il settore è ripartito in due porzioni (A e B), di cui la prima comprende la suo interno un modesto fabbricato abitativo in stato di forte degrado edilizio, e la seconda si sviluppa prevalentemente tra il fabbricato della scuola secondaria superiore e la via Milite Ignoto.

7.1. Parametri di intervento nelle due porzioni
Relativamente alla porzione “A” l’intervento ammesso dovrà comprendere la formazione di spazi per il parcheggio pubblico (scoperto o eventualmente coperto in struttura) in misura non inferiore a 20 posti auto, con accesso da via Milite Ignoto.
Oltre ai parcheggi pubblici la prevista struttura potrà contenere parcheggi privati e, ove per la realizzazione dell’intervento sia necessaria la demolizione del piccolo fabbricato abitativo entrostante il settore, una entità di S.A. residenziale pari al 150% di quella esistente.
Il volume della struttura dovrà essere integralmente contenuto al di sotto del piano orizzontale definito dalla quota media di via Milite Ignoto in corrispondenza, fatta salva la porzione di volume destinata a residenza che potrà emergere di un solo piano rispetto a tale quota.
Le porzioni in volume dovranno osservare nei confronti delle altre proprietà i parametri disposti dal C.C. con obbligo altresì di distanza tra pareti finestrate frontistanti non inferiore a m. 10,00.
All’interno del settore “B” è prevista la formazione di superfici di parcheggio pubblico in misura non inferiore a 30 posti auto con accesso da via Milite Ignoto.
In contestualità all’intervento potranno essere realizzate superfici di parcheggio privato anche i struttura con osservanza delle medesime condizioni parametriche disposte per il settore “A”.In ambedue i settori i parcheggi privati, ove dotati di accessibilità meccanizzata, potranno prevedere la formazione dei torrini di partenza fuori terra.

7.2. Modalità di attuazione delle previsioni
L’attuazione dei progetti di intervento previsti per ciascuna parte del settore potrà avvenire secondo le seguenti modalità procedimentali:
a) attuazione diretta da parte del Comune previa acquisizione, nelle forme di legge, dell’intera area del settore o di una sua porzione sufficiente a garantire la formazione di almeno posti auto pubblici previsti;
b) attuazione delle previsioni per ciascuna delle parti del settore da parte di soggetto privato che dimostri la disponibilità delle relative superfici, con obbligo di convenzione con il Comune mediante la quale l’attuatore assuma obbligo a realizzare la prevista dotazione di parcheggi pubblici, oltre che le sistemazioni pubbliche della strada e del marciapiede ed a cederle gratuitamente al Comune.
Le previsioni di ciascuna porzione del settore costituiscono U.M.I. (unità minima di intervento) da assentirsi con unico titolo abilitativo corredato nel caso di cui al punto b) da convenzione atta a regolamentare il rapporto tra le realizzazioni di tipo privato e quelle pubbliche, nell’intesa che le parti destinate al pubblico parcheggio dovranno essere rese agibili e cedute gratuitamente al Comune, antecedentemente all’utilizzo di qualsiasi porzione privata prevista dal progetto.
L’intervento della porzione “A” potrà comportare un nuovo e diverso assetto compositivo dei volumi abitativi presenti rispetto alla preesistenza, privilegiando soluzioni atte a garantire un buon inserimento della nuova costruzione all’interno del contesto d’ambito, attraverso la previsione della gradonatura delle fronti e la presenza di sistemazioni vegetali di arredo e mascheramento.

7.3. Flessibilità attuativa
In deroga alla U.M.I. come indicata al punto precedente, è ammissibile la formazione di un intervento parziale della porzione “A”, anche non estesa all’intera porzione, che preveda in ogni caso la formazione e la cessione gratuita al Comune del numero di posti auto pubblici prescritti.
In tale caso sulle porzioni del settore escluse dall’intervento restano realizzabili esclusivamente interventi per la formazione di parcheggi privati integralmente ricompresi entro il profilo originario del terreno o volti al recupero del fabbricato abitativo esistente in assenza di integrazioni della sua consistenza volumetrica v.p.p.

7.4. Intervento unitario dell'intero settore
In alternativa alla attuazione delle previsioni distintamente per ciascuna porzione del settore come previsti ai precedenti punti è consentita la formazione di un intervento unitario esteso all'intero settore, comportante la realizzazione della medesima quantità di S.A. residenziale con obbligo di incremento dei parcheggi pubblici da prevedersi in copertura di almeno 10 posti auto (complessivi 60 posti auto) e parametri edilizi da definirsi in sede di progetto unitario con obbligo comunque di conservare l'ingombro della struttura interamente al di sotto della quota media in corrispondenza della via Milite Ignoto.





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