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Martedì 18 febbraio 2020, S. Simeone

Circolo Fata Morgana


.:. Il fenomeno della fata Morgana .:.

Il fenomeno della fata morgana (sempre più raro a causa dell’inquinamento atmosferico) avviene nello stretto di Messina (e negli U.S.A. nella regione dei grandi laghi) grazie a particolari condizioni climatiche (solitamente in tutte le stagioni, meno che in inverno, quando ci sono giornate calde e umide, in assenza di vento e con mare calmo). Si tratta semplicemente di un effetto dovuto alla rifrazione della luce, in un certo senso è il contrario del miraggio, come risultato si vede un oggetto virtuale molto vicino (la distribuzione irregolare dell’indice di rifrazione, nei diversi strati d’aria, causa la deviazione in varie direzioni dei raggi luminosi provenienti da un medesimo punto), il fenomeno può essere più o meno intenso. In questo caso dalla costa di Reggio Calabria si può osservare la città di Messina più vicina del normale con immagini distorte (alberi, case, persone...) riflesse sul mare/suolo, in sostanza si vede nello stretto una città irreale che si modifica e svanisce in brevissimo tempo. (Nello stretto sono visibili anche miraggi più comuni, ad esempio dalla costa messinese si possono vedere navi poste più in alto rispetto all’orizzonte reale ecc...).

Leggenda
Morgana, dopo aver condotto il fratello re Artù ai piedi dell’Etna, si trasferì in un castello di cristallo tra l’Etna e lo stretto di Messina, dove i marinai non si avvicinavano a causa delle forti tempeste. Ruggero (d’Altavilla) il normanno osservava l’isola e pensava di conquistarla cacciando i musulmani, che la detenevano da quasi duecento anni, e di ricristianizzarla in senso latino. D’un tratto, davanti a lui, il mare prese a ribollire. Un cerchio di spuma apparve in superficie e da lì sporse la testa la bellissima fata Morgana. Essa, a poco a poco, emerse anche con il corpo e allora Ruggero la vide salire su un cocchio bianco-azzurro appena comparso e, al tiro, vi si misero sette cavalli bianchi e azzurro-criniti, pronti e impazienti di lanciarsi in una folle corsa sopra le acque. La fata, vedendo Ruggero, si diresse verso di lui dicendo “Se è come immagino, salta sul mio cocchio e subito ti porterò in Sicilia, assieme ad un possente esercito...” ma, Ruggero, rispose di voler vincere grazie al proprio valore e non mediante gli incantesimi di una fata. Allora Morgana lanciò in acqua tre sassi e in quel punto apparvero sull’acqua case e ville, strade e palazzi, e meravigliosamente tutta la costa siciliana apparve così vicina da poter essere raggiunta solo con un piccolo salto “Eccoti la Sicilia! Salta su di essa, raggiungi Messina ed io farò in modo che in essa troverai il più forte e il più numeroso esercito...”. Ruggero, seppur stupito, rifiutò ancora “O Morgana! Tu sei una grande fata, degna della stirpe da cui discendi. Ma non sarà con l'incantesimo che io libererò la Sicilia dal paganesimo”. Morgana rispettò il volere di Ruggero e per incanto le ville, le strade e i palazzi sparirono di colpo.
* Ruggero sbarcò poi a Messina nella primavera del 1061 e in dieci anni di guerra riuscì a liberare la Sicilia dalla dominazione musulmana.

Variante della leggenda
La Fata Morgana riesce ad ingannare il navigante che, illuso dal movimento dei castelli aerei, crede di approdare a Messina, ma in realtà naufraga nelle braccia della fata.



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