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Sabato 4 febbraio 2012, S. Andrea Corsini

Centro di Aiuto alla Vita di Chiavari

16043 Chiavari
c/o Centro Benedetto Acquarone
via S.Pio X, 26

Codice Fiscale
90047240107

conto corrente postale
34032730
recapiti:
cell. 3201532001 Presidente
cell. 3206369036 Segreteria
cell. 3487778134 Assistente Ecclesiastico
cavdichiavari(chiocciola)gmail.com
Foto Gallery


34ma giornataperlavita


Lo scopo principale di questa GIORNATA, per i CAV, è quello far conoscere l'Associazione in modo che le mamme sole, le coppie o le famiglie in affanno e disagio, soprattutto economico in questi ultimi anni, per portare avanti una maternità o per allevare un neonato possano rivolgersi al CAV più vicino del proprio territorio per chiedere ed ottenere aiuto.
L'altro scopo, strumentale al fine precipuo dell'Associazione, è quello di reperire, attraverso l'offerta di vasetti di primule, i fondi necessari per acquistare latte in polvere, omogenizzati, altri alimenti necessari ai neonati nonchè pannolini, corredini e vestiario, o che, questi ultimi, possono essere regalati dai benefattori, anche usati purchè in buono stato.
Naturalmente i CAV sono portatori del messaggio evangelico che la Vita è sacra e quindi, insieme all'aiuto materiale, cercano di diffondere tra la gente
" la Cultura della Vita " che va accolta, protetta e difesa sin dal suo concepimento dove " il concepito (al di là delle sue accezioni biologiche: cellula, embrione, feto) " è innanzitutto e sempre un figlio! " (Cardinale Sgreccia)

Il messaggio dei vescovi italiani

La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo” (cfr Lc 22,27), secondo la profezia dell’Antico Testamento. Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo. donaunaprimula
Educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica. L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso.
In questi anni non solo gli indici demografici ma anche ripetute drammatiche notizie sul rifiuto di vivere da parte di tanti ragazzi hanno angustiato l’animo di quanti provano rispetto e ammirazione per il dono dell’esistenza.
Sono molte le situazioni e i problemi sociali a causa dei quali questo dono è vilipeso, avvilito, caricato di fardelli spesso duri da sopportare. Educare i giovani alla vita significa offrire esempi, testimonianze e cultura che diano sostegno al desiderio di impegno che in tanti di loro si accende appena trovano adulti disposti a condividerlo.
Per educare i giovani alla vita occorrono adulti contenti del dono dell’esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso.
I giovani di oggi sono spesso in balia di strumenti – creati e manovrati da adulti e fonte di lauti guadagni – che tendono a soffocare l’impegno nella realtà e la dedizione all’esistenza. Eppure quegli stessi strumenti possono essere usati proficuamente per testimoniare una cultura della vita.
Molti giovani, in ogni genere di situazione umana e sociale, non aspettano altro che un adulto carico di simpatia per la vita che proponga loro senza facili moralismi e senza ipocrisie una strada per sperimentare l’affascinante avventura della vita.
È una chiamata che la Chiesa sente da sempre e da cui oggi si lascia con forza interpellare e guidare. Per questo, la rilancia a tutti – adulti, istituzioni e corpi sociali – perché chi ama la vita avverta la propria responsabilità verso il futuro. Molte e ammirevoli sono le iniziative in difesa della vita, promosse da singoli, associazioni e movimenti. È un servizio spesso silenzioso e discreto, che però può ottenere risultati prodigiosi. È un esempio dell’Italia migliore, pronta ad aiutare chiunque versa in difficoltà.
Gli anni recenti, segnati dalla crisi economica, hanno evidenziato come sia illusoria e fragile l’idea di un progresso illimitato e a basso costo, specialmente nei campi in cui entra più in gioco il valore della persona. Ci sono curve della storia che incutono in tutti, ma soprattutto nei più giovani, un senso di inquietudine e di smarrimento. Chi ama la vita non nega le difficoltà: si impegna, piuttosto, a educare i giovani a scoprire che cosa rende più aperti al manifestarsi del suo senso, a quella trascendenza a cui tutti anelano, magari a tentoni. Nasce così un atteggiamento di servizio e di dedizione alla vita degli altri che non può non commuovere e stimolare anche gli adulti.
La vera giovinezza si misura nella accoglienza al dono della vita, in qualunque modo essa si presenti con il sigillo misterioso di Dio.
Roma - Il Consiglio Permanente CEI




La ricerca scientifica ...

"La distruzione perfino di una sola vita umana non si può mai giustificare nei termini del beneficio che ne potrebbe presumibilmente conseguire per un'altra". Lo ha detto il Papa durante l'udienza di questa mattina, sabato 12 novembre, ai partecipanti alla conferenza internazionale sulle cellule staminali, promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura. Sottolineato che la ricerca scientifica offre una "opportunità unica per esplorare la meraviglia dell'universo" Benedetto XVI ha invitato a riflettere sulla natura divina dell'uomo, creato "a immagine e somiglianza di Dio". Ciò significa, ha detto, che "ci sono dimensioni dell'esistenza umana che stanno al di là di ciò che le scienze naturali sono in grado di determinare. Se questi limiti vengono superati, si corre il grave rischio che la dignità unica e l'inviolabilità della vita umana possano essere subordinate a considerazioni meramente utilitaristiche".



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