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Sabato 14 dicembre 2019, S. Giovanni della Croce

Convegno

Buongiorno,
In questo periodo di importanti avvenimenti i “media” destinano uno spazio considerevole alle tematiche animali.
Si parla di innovazioni e migliorie significative dell’art. 727 e, conseguentemente, dello stesso codice penale.
Si parla di combattimenti di animali, di cani destinati ai laboratori di ricerca, ecc.
Grandi temi che riempiono la bocca a chi parla e le orecchie di chi ascolta ma che, in concreto, portano a poco.
Come penso tutti i presenti sapranno non è con la demagogia che si risolvono i problemi.
La vigente normativa in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo e l’art. 727 del Cod. Pen., se applicati in toto, sarebbero già un ottimo obiettivo.
Il trattamento degli animali, la loro detenzione, se fossero presi in considerazione da enti quali le Regioni, le Province, i Comuni, ecc. in modo innovativo potrebbero trovare la soluzione ai problemi ad essi legati, con sistematiche quanto incisive campagne di sensibilizzazione mirata.
Dare la possibilità a ciascun individuo di comprendere l’importanza del rispetto interspecifico e delle potenzialità ad esso legate sarebbe già, di per sé, un grosso salto di qualità.
Informare, quindi, rendere partecipe ciascun cittadino dei diritti e dei doveri morali, oltre che normativi, del singolo essere vivente.
Una forma di educazione civica a tema.
Questa responsabilizzazione mirata a migliorare il rapporto uomo – animale troverebbe applicazioni anche laddove sia effettivamente necessario l’intervento di organi di Polizia al fine di tutelare animali oggettivamente maltrattati o zoofili perseguitati da persone non sensibilizzate.
Un esempio potrebbe essere un fatto accaduto pochi giorni fa.
Marcella, una gattara che opera nel Levante, si presta quotidianamente per nutrire colonie feline dislocate in varie zone.
Più volte ha incontrato e discusso per difendere il suo diritto.
Quattro giorni fa, stanca dei ripetuti insulti da parte di un uomo, si è recata dai Carabinieri per esporre i fatti. Sempre per il medesimo problema ha avuto modo di conferire con un agente di Polizia Municipale. Il risultato è stato che si è sentita dire che le leggi sono state fatte da zoofili e che non terrebbero in considerazione i Codici a cui loro devono rispondere.
Questo spiacevole incidente, naturalmente, avrà un seguito, ma se i due organi di Polizia qui menzionati avessero avuto chiaro il concetto di rispetto di tutta la normativa e non già solo di quella di “serie A”, avrebbero agito diversamente.
Nel Levante la legge quadro 281/91 e la legge regionale 23/00 sono pressoché sconosciute agli enti pubblici.
Per un comprensorio di 29 Comuni non esiste un solo canile pubblico, non esiste un ricovero idoneo alla profilassi, non esiste un polo per il pronto soccorso, ecc.
Le denunce per omissioni varie contro i Comuni vengono archiviate o giacciono sotto chili di carta sino a prescrizione.
Al momento della denuncia, o delle sanzioni che le guardie di ENPA e Lega hanno fatto, la stampa riporta la notizia come se il fatto fosse risolutivo, in realtà, tutto rimane invariato.
Quindi ancora demagogia! ….
Nel comprensorio della ASL4, come dicevo, nessun Comune ha un canile, infatti, molto spesso, sono gli stessi Comuni a contattare le strutture associative per ricoverare questo piuttosto che l’altro animale.
Ma nessun Comune si convenziona con queste perché dichiarate “non a norma”.
Sì, è vero!
Nessun ricovero del Levante è blasonato!
Non per cattiva volontà, gusto del raffazzonato o tirchiaggine ma semplicemente perché tutte le Associazioni devono scegliere tra curare e nutrire gli animali ricoverati o investire in edilizia.
Nel Levante le Associazioni non possono contare su nessun contributo pubblico ma solo su donazioni di privati.
Perché?
Manca la volontà politica.
Ho trovato quindi poco conveniente l’intervento di alcune guardie zoofile che hanno sparato a zero su due canili associativi del Levante senza alcuna considerazione per il contesto.
Termino questo mio intervento con una preghiera rivolta a 360°:
le differenze esistenti tra le varie associazioni, siano esse zoofile o animaliste, sono una ricchezza e una già una forma di competizione o di antagonismo ed è proprio in questa ottica che auspico un sempre maggiore rispetto per le diversità.
Grazie.

Genova, 15 marzo 2003

AYUSYA Ass. di Protezione della Vita – ONLUS -– Via D. Cuneo 682
16040 San Colombano Certenoli (GE)



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