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Giovedì 12 dicembre 2019, S. Giovanna Francesca di Chantal

Pace: e se considerassimo ...

Il compito base dell'agricoltura nei Paesi avanzati non è coltivare cibo per gli uomini, ma per nutrire gli animali.
Il 60% di tutti i raccolti in Nord America e in Europa è destinato, infatti, agli allevamenti. Ma gli animali, specialmente quelli di maggiore taglia, sono «convertitori» poco efficienti dell'energia contenuta nella carne che mangiamo. Intanto, il consumo di carne pro capite nei Paesi avanzati continua a crescere (in Italia è tre volte i livelli del 1960 e in Spagna è del 40% più elevato che in Germania), anche se i sussidi agli agricoltori e il degrado ambientale vanno a braccetto e stanno raggiungendo valori record. Questo modello, quindi, non può reggere e uno dei modi più efficaci per trasformarlo è cambiare le nostre abitudini a tavola.

Alcuni prodotti europei possono rovinare economicamente produttori di paesi poveri che non possono competere con l'abbassamento dei prezzi falsati dai contributi della Politica Agricola Comunitaria (dumping).

Esiste una diretta relazione tra l'espansione dell'allevamento bovino e il dilagare della distruzione della foresta amazzonica. Il polmone del mondo nello stato del Mato Grosso è la regione con il più alto tasso di deforestazione. Il 79,5% delle aree recentemente deforestate in Amazzonia è stato destinato al pascolo.
Dal 1996 al 2006 ben 10 milioni di ettari - un'area pari a un terzo l'Italia - sono stati tagliati a raso a causa dell'allevamento bovino. Oggi il Brasile, che possiede la mandria commerciale più grande del mondo, è il principale esportatore di carne e pelle bovina. Inoltre, il governo brasiliano entro il 2018 intende raddoppiare la propria capacità di esportare questi prodotti.
Il Brasile è il quarto paese emettitore di Co2 a livello globale. In un paese in cui il 75% dei gas serra (GHG) emessi dipendono proprio dalla deforestazione, il governo dovrebbe prendere misure drastiche per fermare anziché stimolare l'espansione delle attività legate all'allevamento.
Il prossimo dicembre, i leader del mondo intero si incontreranno a Copenhagen per la negoziazione delle Nazioni Unite per il Clima più importante di tutti i tempi. Considerato che la distruzione delle foreste tropicali è responsabile di ben un quinto delle emissioni di gas serra a livello globale qualsiasi accordo per salvare il pianeta dal cambiamento climatico dovrà includere misure per fermare la deforestazione

Nell'interesse della giustizia e dell'umanità, l'attuale spreco di 15kg cereali e leguminose (soia e altro), di 100.000 litri d'acqua e di oltre 300 metri quadrati di pascolo per produrre un solo kg di carne bovina, non può più essere permesso. E lo stesso vale per la terra, l'acqua, l'energia, il cibo sprecati per produrre qualsiasi tipo di carne (pesce incluso), perché la trasformazione da proteine vegetali a proteine animali è estremamente inefficiente, e lo è per sua natura, non esistono “soluzioni".

Il 23 settembre 2008 è stato il "giorno del sorpasso" - entro quel giorno l'umanità ha consumato tutte le risorse che la natura è in grado di generare in tutto l'anno. Considerato che globalmente oggi l'umanità richiede l'equivalente di 1,4 pianeti per sostenere il suo stile di vita, il "giorno del sorpasso" dovrebbe dare la sveglia sia ai politici che ai singoli individui.

L'«eco-labeling»: è un sistema di controlli che prevede la tracciabilità e, quindi, permette ai consumatori di acquistare prodotti «sostenibili».

I governi e gli esperti sono alla continua ricerca di strategie efficaci per affrontare le sfide molteplici con cui soddisfare i crescenti bisogni energetici, limitare il degrado ambientale e assicurare un'alimentazione corretta.

Il 7-8 ottobre 2008, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e le Nazioni Unite hanno ricordato l'anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani, la quale sancisce il diritto di ciascuno a uno "standard di vita adeguato per la salute e il benessere proprio e
della propria famiglia, compresa l'alimentazione".
Sessant'anni dopo la firma di quella dichiarazione di buona volontà, l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'agricoltura (FAO), ha pianificato la celebrazione del 16 ottobre della "Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2008" mettendo in luce la "piaga dei 932 milioni
di persone denutrite nel mondo".
Già la fondazione Alpro, che si occupa di far conoscere e diffondere consapevolezza sui temi dell'alimentazione e della salute, ha istituito un premio di laurea dedicato agli studenti universitari di cinque paesi europei (Belgio, Paesi Bassi, Germania, Regno Unito e Italia) presso la facoltà di Agraria, Farmacia, Medicina, Scienze, Ingegneria o Economia per tesi di laurea sul seguente tema: "Impatto degli alimenti di origine vegetale sulla salute, sull'ambiente o sull'economia".

Questo è, secondo il nostro punto di vista, un perno fondamentale di partenza da cui dipartire le diverse tendenze.

La pace nel mondo, la pace tra gli uomini è in diretta relazione con la pace interspecifica, con il rispetto profondo ed applicato di tutte le esistenze a qualsiasi livello sia esso sociale, religioso, politico, tra razze, tra etnie, tra specie e d’armonia tutta.

Una politica di pace dovrà, presto o tardi, confrontarsi con la realtà schiacciante delle cifre: l’uomo non può permettersi di violentare la terra con sempre maggiore caparbietà nascondendosi dietro all’ormai consunto “dito” della emergenza.

La pace tra gli uomini dovrà confrontarsi sempre maggiormente con l’emergenza acqua, la fame nel mondo, la desertificazione di alcune aree una volta prospere, la deforestazione, l’inquinamento causato dagli allevamenti di animali.

Molto spesso la pace si trova non ricercandola in se stessa ma nelle azioni.
La tanto agognata pace potrebbe essere ovunque e subito.
E se provassimo insieme a cercarla in modo un po’ meno antropocentrico?
E se tutti provassimo ad avere un’ottica d’insieme da una prospettiva meno ottusa?
Alle volte un passo indietro permette una visuale più chiara. Grazie!



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