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Mercoledì 20 ottobre 2021, S. Maria Bertilla Boscardin

Volontari indifesi



lavagnamixlavori1Secondo gli accordi con il Comune di Lavagna l’associazione Āyusya si occupa di nutrizione e cura dell’avifauna urbanizzata nel tratto terminale della pista ciclabile Bartali ubicata in Lavagna.
Il tratto è un’Oasi faunistica provinciale quindi zona pedonale e ciclabile.
Questa mattina intono alle ore 11,30 circa mi trovavo personalmente ad accudire l’avifauna proprio al delimitare del fiume.
Ho sentito arrivare un’auto a velocità sostenuta in direzione giardini, mi sono quindi voltata.
Ho visto una grossa auto tipo suv posteggiata quasi sotto il ponte ferroviario ed un signore che, rivolto verso di me, dice qualcosa di incomprensibile.
Vedo il signore salire sulla ruspa e senza alcun segnale acustico che allertasse della manovra in corso, la benna si è improvvisamente alzata ed il braccio ha ruotato di 180°. Nonostante le mie precarie condizioni di equilibrio a causa di un’invalidità sono riuscita a schivare il braccio che girava verso me. Mi sono quindi affiancata al manovratore per protestare.
Il manovratore mi ha insultata quindi ha inserito la marcia(?) ed è partito per la rampa costruita in alveo, per niente protetta, con scavi, cunette e cumuli di materiale accatastato a termine “strada”.
Ho deciso di domandare alla Polizia Municipale un sostegno, ho dapprima spiegato i fatti all’agente che ha risposto il quale ha espressamente domandato che io conferissi con il comandante.
I fatti da me esposti non hanno per nulla scosso il comandante il quale mi ha candidamente domandato cosa mi aspettavo da lui poiché lui non poteva fare nulla.
A questo punto le cose stanno in poco posto. Forse anche qui sono necessarie ronde più o meno autorizzate per assicurare la sicurezza ai cittadini vista l’impotenza di quanti dovrebbero intervenire in veste di pubblici ufficiali preposti alla salvaguardia ed al controllo sul territorio?
A quanto pare la Polizia Municipale di Lavagna è efficientissima per presentare “il conto” ai proprietari di cani che vengono lasciati privi di guinzaglio (prevalentemente cani di piccola taglia di proprietà di persone pacate non inclini alla violenza) anche in orari improbabili, a quelli che permettono al proprio cane di sporcare il suolo pubblico senza un intervento sollecito (o presunzione di tale “reato”) ma, se convocati dal responsabile di una Onlus che ha un accordo con l’Amministrazione comunale da anni per la tutela ed il controllo della zona per la salvaguardia dell’avifauna, per un veicolo posteggiato in zona pedonale, che procede a velocità sostenuta in occasione dell’arrivo e della partenza sempre in zona pedonale, con la descrizione dell’insulto a danno del dichiarante e del rischio sostenuto a causa dell’azzardata manovra del pesante mezzo (al quale poteva essere esposto chiunque fosse nei pressi), allora no; la Polizia municipale non è preposta all’intervento.
Forse i volontari di Āyusya che, per la cronaca, operano et amore Dei senza alcun contributo pubblico, dovranno istituire un proprio corpo di “sicurezza” affinché sedicenti imprenditori o deficienti prevaricatori non inficino un duro lavoro certosino rivolto a recuperare quel poco di Vero che ancora esiste in una realtà ove l’operatività ( in senso imprenditoriale) prevale sull’amore per la vita e per ciò che ci ospita e che alcuni umani credono possedere.
Eugenia


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