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Mercoledì 20 ottobre 2021, S. Maria Bertilla Boscardin

UNA PIRAMIDE ALIMENTARE


Franco Libero Manco

Da alcuni anni su riviste e giornali che trattano di alimentazione viene rappresentata la piramide alimentare che però noi non condividiamo nella sua impostazione, sul tipo e sulla quantità degli alimenti suggeriti.

Se dovessimo proporre una nostra piramide alimentare, secondo le impostazioni che sono ormai note, suddivideremmo in quattro fasce orizzontali di uguale altezza detta piramide e metteremmo alla prima fascia alla base la frutta, nella seconda la verdura e gli ortaggi, alla terza semi oleosi e legumi e al vertice i cereali.

Questo perché l’anatomia comparata conferma che l’uomo è un animale fruttivoro, non granivoro (appartiene alla classe dei mammiferi, all’ordine dei primati, alla famiglia degli ominidi, al genere homo e alla specie homo sapiens) ed è strutturato fisiologicamente per nutrirsi principalmente di frutta, poi di verdura, di semi e radici, non di graminacee.

Questo viene confermato fin dai tempi di Baron Gorge Cuvier (1769-1832), uno dei maggiori naturalisti il quale afferma: “L’uomo sulle basi della propria struttura è un mangiatore di frutta e della parte succosa dei vegetali e delle radici”. Il Dr. Richard Lehne, anatomista: “L’anatomia comparata prova che la dentatura umana è totalmente frugivora e ciò è confermato dalla paleozoologia con documenti vecchi milioni di anni”. Carolus Linnaeus (1707-1778), celebre botanico: “La frutta è il cibo più adatto alla bocca, allo stomaco, alle stesse mani dell’uomo, disegnate appositamente per raccogliere e mangiare frutta. Anche se il genere umano ad un certo punto della sua storia acquisì abitudini onnivore, millenni di onnivorismo non hanno cambiato di una virgola anatomia e fisiologia del corpo”.

Per cui ritengo sbagliato mettere alla base della piramide i cereali come se questi fossero la base principale dell’alimentazione umana. Infatti i cereali non rientrano nella dieta naturale della nostra specie la quale solo tardivamente, da quando i nostri progenitori approdarono dalla foresta nella savana, iniziarono a introdurre nella loro dieta anche i cereali. Ma questi, come tutti i cibi poco adatti all’alimentazione umana, per essere consumati dall’uomo devono essere necessariamente sottoposti a varie manipolazioni: stoccaggio, trattamenti di conservazione, macinazione e cottura, e tutti i cibi cotti, uccisi dal fuoco, sono cibi morti e quindi inadatti alla nostra dieta. Se un alimento non è commestibile crudo non bisognerebbe mangiarlo nemmeno cotto.

Infatti, il grano è troppo ricco di glutine e questo fa si che il pane o la pasta una volta ingeriti passino direttamente nel tubo digerente; contengono aminoacidi e vitamine modificate; sono scarsi di oligo-elimenti; non permettono di fabbricare gli enzimi specifici; modificano la composizione chimica della saliva. Per far lievitare più in fretta possibile il pane si fa uso di lieviti chimici, altamente tossici; la pasta viene conservata a –30°: questo genera fermentazione di batteri molto nocivi; poi la pasta viene portata a –18° dove si verifica la seconda fermentazione di batteri che causa la morte dell’alimento; infine i pani vengono cotti a 230° (invece dei 120° del forno a legna tradizionale). Il prodotto così ottenuto è totalmente privo di nutrienti, di vitamine e minerali, mentre è ricco di batteri patogeni che causano tonsilliti ed angine. Basta lasciare la pasta o il pane in ammollo per rendersi conto degli effetti prodotti nel nostro stomaco: una poltiglia collosa che riveste lo stomaco e rende difficoltoso assimilare le sostanze nutritive.

Nella nostra piramide non abbiamo inserito (oltre ai grassi in genere) nemmeno i grassi derivati dall’olio d’oliva perché ritengo innaturale e non necessario per l’essere umano condire gli alimenti: nessuna specie in natura usa condire con spezie con oli, né usa cuocere i cibi che consuma.

La produzione dell’olio è cominciata appena 4-5 mila anni fa nel Kurdistan, quindi di recente. L’illustre igienista Albert Mosseri, afferma che la pratica generalizzata a condire l’insalata con olio risale al 1851 anno in cui a Londra venne lanciata una campagna, da grossi produttori dell’ industria olearia, per convincere la gente che è necessario “ungere” le verdure con i grassi dell’oliva o di semi vari. Ma in questo modo si foderano i cibi con uno strato di grassi impermeabile ed i succhi gastrici trovano difficoltà ad agire Il processo digestivo viene in questo modo ritardato e talora impedito contribuendo ad aumentare le putrefazioni gastro-intestinali ed il lavoro del fegato e dei reni.

Non è né utile né necessario per la nostra buona salute fare largo uso di cereali né tanto meno condire gli alimenti con oli estratti dalle olive, che il prof. Armando D’Elia considerava cibo per i tordi ed i merli. I carboidrati ed i grassi di cui necessita il nostro organismo li troviamo nella qualità e quantità ideale nella frutta, nella verdura e nei semi oleaginosi.



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