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Lunedì 20 agosto 2018, S. Bernardo

Settore V. Vegetale



magnoliefumettiEgr. Sig. Sindaco Comune di Chiavari
Egr. Sig. Sovrintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria
Spett.le Provincia di Genova – Assessorato alla Pianificazione Territoriale e all’Urbanistica
Spett.li organi di stampa locale

OGGETTO: CHIAVARI: PALME O MAGNOLIE?

Antefatto

All’epoca delle ultime elezioni comunali nel Comune di Chiavari l’Ing. Poggi, alla domanda diretta rivolta dalle associazioni Āyusya, Il Diritto di Esistere e Lega Nazionale per la Difesa del Cane sez. Tigullio: “Ritiene che l’attività delle associazioni sia utile in un’ottica di collaborazione costruttiva? In che modo? Oppure quali consigli suggerisce? Rispose: “Sì, specie se, accanto al grande entusiasmo e alla preziosa opera di sensibilizzazione, saprà sviluppare uno “staff” di tecnici che diano supporto specialistico all’Amministrazione comunale.”.
L’Arch. Tiscornia, alla medesima domanda rispose: “Come già accennato, si promuoverà la collaborazione con tutte le Associazioni attive sul territorio comunale onde ottenere la migliore soluzione, tra quelle concretamente fattibili, delle problematiche affrontate, compatibilmente con i contenuti di regolamenti, leggi vigenti, relativamente ad un argomento che non intendiamo relegare ad un ruolo marginale.”.
Nel settembre 2003 il Sindaco decise di convocare le Associazioni ambientaliste, animaliste, eco – animaliste e zoofile in una forma di Consulta per l’Ambiente.
La promessa fu quella di una imminente ufficializzazione della Consulta.
Nel dicembre 2003 però l’interesse del Sindaco scemò.
Nessuno fu più convocato.

La storia

Mussolini in pieno fulgore decise di utilizzare le palme a suggellare la vittoria in Etiopia. Nella sua visita a Chiavari però non passò, alla fine, dal neo piantato viale, ma dal lungomare.
Dopo 35 anni, l’amministrazione Gatti dovette sostituire le palme, poiché gravemente malate, con le magnolie.

Attualità

Sono scesi in campo tecnici del Comune secondo i quali le magnolie sarebbero a termine ciclo vitale. Usuale copione giustificativo già ripetutamente provato al momento dell’abbattimento di alberi (piazza N.S. dell’Orto, piazza del Popolo, ecc.).
E’ sceso in campo persino uno storico: “Viale delle palme storicamente ospitava palme”. Sì, forse anche intuitivamente si poteva giungere a questa conclusione.
Più di 1.500 cittadini in forma spontanea, non legati ad alcuna organizzazione politica od associazionista hanno firmato un appello per mantenere le magnolie attualmente presenti nel viale.
Nonostante ciò il delegato a Parchi e Giardini ha pubblicamente dichiarato che non è intenzione della Giunta recedere dalla propria scelta.

Espressione del pensiero ambientalista locale

E’ un motivo ben balzano quello di sacrificare quasi cento alberi sani e giovani (si consideri che la coltura in vivaio prevede anche dieci anni di crescita) per sostituirli con le palme Solo perché il nome corrente della strada in questione ( che ha già una sua specifica intitolazione; viale Arata e viale Tappani) è “viale delle palme”.
Vale la pena per un così futile motivo sperperare 180,000 euro che potrebbero essere più utilmente impiegati quando il Comune di Chiavari dichiara di non avere fondi per nessuna iniziativa? E quando gli stessi cittadini chiavaresi respingono con forza quest’opera?

Le scriventi Associazioni aderiscono all’iniziativa cittadina respingendo con cognizione di causa la proposta di togliere le magnolie per mettere a dimora le palme.
Le principali ragioni di contrarietà, oltre a quelle storiche ed economiche, sono ecologiche: le magnolie garantiscono un apporto di ossigenazione “enne volte” quello garantito dalle palme, oltre a maggiore ombra e frescura; etologiche: le magnolie ospitano piccoli volatili che utilizzano i rami per la nidificazione.

Non appare condivisibile l’idea che le magnolie abbiano radici tali da danneggiare seriamente i marciapiedi.
In ogni caso, una procedura seria da percorrere, è quella di domandare una perizia agronomica incrociata, una valutazione oggettiva dei danni, una stima economica realistica ed interventi di salvaguardia delle essenze arboree presenti rivolte al rispetto della sicurezza dei cittadini, del contenimento degli eventuali danni (radici o altro che possano arrecare una qualche forma di disagio o smottamento) e dell’albero in quanto tale. Alcuni Comuni già da tempo garantiscono questo tipo di servizio riconoscendo nella pratica invasiva un’ottica obsoleta ed irrispettosa delle variabili presenti.

Le scriventi Associazioni rifiutano la pratica ricorrente di trattare gli alberi come se non fossero esseri viventi, ma mero “arredo urbano” e chiedono, insieme ai firmatari dell’appello succitato, la revoca della decisione.

Naturalmente, come già espresso durante le riunioni della Consulta per l’Ambiente nel 2003, le scriventi Associazioni si rendono disponibili per individuare esperti, tecnici e professionisti del campo.

Le scriventi Associazioni propongono all’Amministrazione chiavarese un incontro aperto al pubblico atto a chiarire bene tutte le variabili in gioco in considerazione del fatto che, secondo quanto promesso in campagna elettorale, lo stesso Sindaco aveva auspicato una collaborazione consultiva con tecnici che potessero dare supporto specialistico all’Amministrazione comunale nonché una volontà a ascoltare e fare proprie le idee dei cittadini.

Chiavari, 11 marzo 2006

Associazione Produttori Biologici e Biodinamici “Liguria Biologica”

Āyusya Associazione di Protezione della Vita Onlus

Italia Nostra Sezione Tigullio

V.A.S: Verdi Ambiente e Società



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