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Venerdì 18 settembre 2020, S. Giuseppe da Copertino

NECROPOLI DI CHIAVARI

necropoli 1
NECROPOLI DI VIA E. MILLO

Visione d’insieme della necropoli nel corso degli scavi. Si tratta di una necropoli ad incinerazione risalente al VII sec. a.C. L’impianto, monumentale, si articolava in recinti quadrangolari o circolari di lastre di ardesia, al cui interno erano le tombe a cassetta, anch’esse di ardesia. Le cassette contenevano le urne cinerarie dentro le quali erano le ceneri dei defunti e gli oggetti di corredo.
necropoli 2
RECINTO FUNERARIO

I recinti erano aggregati in tre gruppi, forse corrispondenti a diversi clan. Nello spazio tra due di essi sono emerse le tracce dei roghi funebri. La necropoli si trovava tra Corso Millo e Salita Ospedale, ed era una necropoli ad incinerazione, risalente al VII sec. a.C., rinvenuta negli anni 1959-69. Si tratta della più ampia e antica testimonianza archeologica del popolo preromano dei Liguri individuata nella Regione. Lo spazio occupato dal sepolcreto è maggiore di quello effettivamente indagato dagli scavi. L'impianto della necropoli si articolava in recinti rettangolari o circolari di lastre di ardesia, con al centro tombe a cassetta di forma parallelepipeda. Terminata la cerimonia funebre , ceneri e frammenti ossei venivano raccolti entro un'urna protetta da una ciotola-coperchio (sono stati rinvenuti alcuni esempi di tombe plurime, cioè cassette contenenti fino a quattro cinerari ). L'urna veniva depositata nella cassetta assieme ad altri vasi, forse votivi, ed agli oggetti di proprietà del defunto. Alcune delle ceramiche riportate alla luce sono d'importazione. I corredi sono ricchi di oggetti in bronzo (fibule, fermagli di cintura, borchie, armille, corredi da toilette, rasoi, anelli), testimonianza di una tradizione metallurgica locale; non mancano, seppur rari, ornamenti in oro e argento. Gli oggetti in ferro, per lo più armi, si trovano solo nelle tombe maschili. Sono state rinvenute perline di pasta vitrea, fusaiole (che caratterizzavano l'attività femminile della tessitura) e i cosiddetti "anelli paradito" in bronzo, che trovano un confronto negli anelli adoperati localmente per la falciatura a mano, in uso fino a circa cinquant'anni fa.

MUSEO DI ARCHEOLOGIA LIGURE



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